Vino. Chiaretto Rosé Revolution: ecco come sarà il Bardolino Chiaretto 2014

18 Nov 2014, 12:00 | a cura di Andrea Gabbrielli
Annata complicata, nuovo Chiaretto: colore rosa tenue, profumi primari agrumati e dal frutto lieve, gradazione alcolica contenuta. Ma la Chiaretto Rosé Revolution è solo il primo passo di un rinnovamento che punta a riposizionare l'intera Doc Bardolino.
Pubblicità

Ormai il dado è tratto. È partita dalla vendemmia 2014 la Chiaretto Rosé Revolution a cui hanno aderito la quasi totalità dei produttori. Il progetto di produrre un Bardolino Chiaretto dalle caratteristiche diverse, era allo studio da almeno tre anni. L’annata 2014 non ha fatto altro che accelerare i tempi. “Si tratta” hanno spiegato il presidente del Consorzio, Franco Cristoforetti e il direttore, Angelo Perettidi una rivoluzione che trae origine dal particolare andamento climatico di quest’estate: se normalmente l’area del lago di Garda, patria del Chiaretto, presenta un clima di tipo mediterraneo, quest’anno le condizioni meteo sono state di tipo nordico. Ciò ha messo a dura prova i viticoltori, che hanno dovuto affrontare la più difficile annata che si ricordi a memoria d’uomo. Abbiamo deciso di agire di conseguenza, applicando al Chiaretto le tecniche in uso a latitudini maggiori della nostra, spingendoci a produrre quasi dei blanc de noir, e cioè dei vini quasi bianchi ottenuti da uve rosse”.

L’evoluzione/rivoluzione del Chiaretto si concretizzerà in un’annata in cui è stato più facile ottenere un colore rosa molto tenue mentre dal punto di vista organolettico risulterà più accentuata la nota aromatica, agrumata e floreale. Organizzata dal Consorzio di tutela vino Bardolino Doc, presso la cantina delle sorelle Claudia e Giulia Benazzoli di Pastrengo, si è svolta una degustazione durante la quale i giornalisti invitati hanno potuto assaggiare 16 campioni del nuovo Chiaretto, spillati dalle vasche di altrettante aziende che hanno aderito al progetto. Si tratta di vini ancora torbidi, che non hanno ancora effettuato la fermentazione malolattica, ricchi di acidità e non ancora solfitati. Solo un campione, che di fatto è servito da pietra di paragone, ha ripreso la vinificazione tradizionale (vecchio stile) del Chiaretto, mostrando profumi e sapori già in avanzato stadio di maturazione. Quanto agli altri le tonalità di colore ricordano delle variazioni sul tema della polpa del litchi - un tenue rosato - con vari livelli di intensità mentre all’olfatto spiccano sensazioni che ricordano la buccia d’arancia, il pompelmo rosa, il cedro, ecc.

In un vino rosato il colore non è affatto una questione di secondaria importanza. Stante che secondo tutte le indagini, soprattutto francesi ma non solo, il trend attuale e futuro sarà quello della crescita di questa tipologia di vini, la tonalità del colore diventa strategica se si pensa che in mercati come gli Usa o la Scandinavia la chiave di volta per entrare sta proprio nel non proporre dei rosati troppo intensi – com’è attualmente- perché poco graditi dai consumatori. Non a caso l’area di diffusione dell’odierno Chiaretto è sostanzialmente limitata a Italia, Francia e Germania meridionale mentre negli altri paesi, la presenza è ridotta o addirittura inesistente. E così il Chiaretto 2014 sarà più simile a un bianco che ad un rosato di stampo mediterraneo. Le macerazioni delle bucce col mosto sono state molto brevi e avvenute a basse temperature per ottenere colori molto chiari e sviluppare al massimo gli aromi primari delle uve e profumi che vanno dai fiori alle vene erbacee, dagli agrumi ai piccoli frutti di bosco. Anche la gradazione alcolica risulterà maggiormente contenuta.

Pubblicità

Ma il progetto del Chiaretto Rosé Revolution è anche più ambizioso perché di fatto avvia un processo di razionalizzazione e riposizionamento dell’intera denominazione. Infatti l’attuale produzione totale annua della Doc Bardolino è pari a circa 32 milioni di bottiglie: di queste, 22 milioni sono costituite dal Bardolino e 10 milioni dal Chiaretto (di cui circa mezzo milione di spumante) prodotte su una superficie di circa 3.000 ettari, suddivisi in 16 comuni dell’anfiteatro morenico orientale del lago di Garda, in provincia di Verona. L'obiettivo è di capovolgere il rapporto tra i 22 mln di bottiglie di Bardolino e le 10 mln di Chiaretto. Ciò costringerebbe i produttori a scegliere solo gli areali più vocati per il Bardolino che negli ultimi trenta anni, sottoposti ad una fortissima pressione del turismo, hanno allargato l’area di produzione a zone poco vocate, non sempre adatte alla produzione di un rosso caratterizzato e possibilmente longevo dove le uve corvina si esprimono al meglio. È consolante che ci sia un Consorzio che ha programmi a lunga gittata.

Consorzio Tutela Bardolino Doc http://www.ilbardolino.com/chiaretto/

a cura di Andrea Gabbrielli
Foto: Paola Giagulli

cross linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram
X
X