Contraffazioni, irregolarità amministrative, usurpazioni delle denominazioni e sofisticazione dei prodotti. Le frodi nel settore vino sono in aumento. Colpa della crisi? Analizziamo in anteprima i dati Icqrf del primo semestre 2013.
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L’Italia del vino ancora soffre di molte, troppe truffe. A testimoniarlo sono i dati dell’Icqrf, l’ispettorato centrale per la tutela della qualità e repressione frodi del Mipaaf che nel rapporto 2012 segnala una crescita del fenomeno, e anche i dati del primo semestre 2013, che il Gambero Rosso ha potuto consultare in anteprima, certificano un ulteriore aumento. Tra le irregolarità più diffuse: la sofisticazione per zuccheraggio e annacquamento, la detenzione di vino in nero o irregolare, la qualificazione di vini comuni come vini di qualità, vendita di prodotti non conformi al disciplinare.

Il comparto vino resta il più controllato di tutto l’agroalimentare, con 12.646 ispezioni sulle 35.500 totali. E dai controlli, nel 2012, è emerso un peggioramento pressoché generalizzato della situazione: la percentuale di irregolarità è stata del 22,1% (più di un operatore su cinque sui 7.292), unico dato in lieve calo rispetto a quello del 2011 (23,1%) ma superiore a quello del 2010 (20,1%). Ad aumentare è stato il valore dei sequestri, addirittura quasi triplicato, dai circa 7 milioni di euro del 2011 ai 20,2 milioni del 2012, in 249 sequestri effettuati dagli ispettori dell’Icqrf rispetto ai 183 dell’anno precedente. In aumento le notizie di reato (66 rispetto alle 39 del 2011) e le contestazioni amministrative (2.366 contro 2.276), ma in crescita è anche la percentuale di irregolarità sia sui prodotti (12,8% su 20.687 prodotti; era del 12,2% nel 2011 e 10,8% nel 2010) che sui campioni analizzati (14,3% su 1.744 campioni; 12,8% nel 2011 e 7% nel 2010). Gran parte dell’attività si è concentrata nel periodo vendemmiale: in collaborazione con la Polizia stradale, soprattutto in Sicilia, Lazio, Piemonte e Puglia sono stati sequestrati circa 150mila ettolitri di prodotto per un valore di 12,6 milioni di euro tra mosti, succhi d’uva, vini generici e vini a Ig. Le analisi di laboratorio hanno rilevato molti casi di sofisticazione. Questo il panorama del 2012. Ma che succede in questo 2013? Guardando ai primi sei mesi si nota un aumento delle notizie di reato, già a quota 41 rispetto alle 66 di tutto il 2012. Un dato che certifica la tendenza riscontrata nella passata vendemmia e dimostra la fondatezza dei sospetti sulle frodi (di cui si è parlato in diversi numeri del Tre Bicchieri Settimanale), in un’annata caratterizzata da scarse quantità di vino, prezzi alti, forte import di mosti e quotazioni dello zucchero in calo. Su 3.226 operatori controllati la percentuale di irregolarità rispetto a tutto il 2012 è salita al 24,5%, pari a quasi un’azienda su quattro. In aumento anche la percentuale dei prodotti (15,5%) e dei campioni irregolari (15,8%). Nei primi sei mesi, sono stati eseguiti sequestri per 4,5 milioni di euro. Alte anche le percentuali di irregolarità su Do e Ig che nel solo settore dei vini è al 15,6% per le Docg (7,7% sui campioni analizzati), al 17,7% per i Doc (13%) e al 17% per le Igt (13%).

Nei prossimi mesi, l’Icqrf punterà su controlli mirati nelle aree a rischio con un’attenzione massima su contraffazioni, sofisticazioni e usurpazione dei nomi delle Do per salvaguardare la reputazione del made in Italy all’estero.

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a cura di Gianluca Atzeni

Nel numero di Tre Bicchieri di giovedì 25 luglio anche un’elaborazione grafica dei dati dal 2010 al primo semestre del 2013. Abbonati anche tu se sei interessato ai temi legali, istituzionali, economici attorno al vino. E’ gratis, basta cliccare qui.