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Cinque milioni di euro alle Distillerie Bonollo di Formigine e 2,5 milioni alla Duca di Salaparuta: sono i due "percettori" più ricchi dei contributi europei destinati al settore vino. Le Distillerie Bonollo hanno avuto accesso ai fondi Feaga (probabilmente un contributo alla distillazione), la Duca di Salaparuta (del gruppo Reina-Ilva di

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Saronno) ai fondi Fears.

 

Il primo, il Fondo europeo di assistenza e garanzia, è come un grande contenitore delle azioni previste dalla Pac: solo nel 2011, ha erogato al sistema delle imprese agricole italiane (non solo a quelle del vino, si badi!, anche se la voce aggregata Feaga ingloba i 341 mlioni di euro dell’Ocm Vino destinati espressamente alla filiera vitivinicola) qualcosa come 4,7 miliardi di euro.

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Il secondo, il Fondo europeo di assistenza allo sviluppo rurale, è meno capiente (solo 1,5 miliardi di euro) ma attiva un poderoso effetto-leva e mette in funzione investimenti per un valore pari adalmeno il doppio dell’erogazione.

 

Perché Tre Bicchieri se ne occupa? Perché un giornale dedicato all’ “economia del vino” ha la legittima curiosità di sapere in che misura queste risorse vanno alle aziende del settore, in modo assolutamente legittimo, trasparente e pubblico. Ora sulla legittimità, niente da dire.

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Tutte le operazioni di finanziamento, assicura l’Agea (che è l’ente pagatore italiano), sono perfettamente regolari. Sulla trasparenza e sulla pubblicità, invece, qualcosa da obiettare ci sarebbe, visto che si tratta di denaro pubblico.

 

L’Agea, infatti, non mette a disposizone elenchi dettagliati delle aziende beneficiarie (come le tabelle che vedete in queste pagine, realizzate da Tre Bicchieri sui dati dello stesso ente), ma ha costruito un sistema di consultazione quasi diabolico articolato su 263 pagine web per il Fears e 256 pagine per il Feaga, in totale 519 pagine accessibili solo una alla volta attraverso una barra di navigazione, posta in home page sotto la voce non proprio chiarissima “Reg.Ce 259/2088 e succ.mod.”, che si chiude automaticamente dopo ogni singola “visura”.

 

Ora, dal momento che ogni pagina contiene dieci nomi, per individuare le aziende che interessano (nel nostro caso, quelle del vino), bisogna fare 5190 visure! Tutto questo all’Agea (sulla cui gestionesta indagando una commissione ministeriale voluta da Catania che dovrà chiudere i lavori il 30 giugno prossimo) lo chiamano “tutela della privacy” (aziendale, naturalmente).

 

Tre Bicchieri ha fatto per i suoi lettori una prima “scrematura”: ha selezionato le prime dieci aziende del vino finanziate dal fondo Fears (dove c’è la Duca di Salaparuta ma anche la cantina di Montefiascone) e le prime 40 del fondo Feaga (dove c’è la Distilleria Bonollo, ma anche l’Istituto Grandi Marchi, Uiv, Federdoc, Giv e tanti altri).
Se volete saperne di più: www.agea.gov.it.

 

Buon divertimento!

 

Giuseppe Corsentino

12/06/2012