Ripide valli fluviali o montagne scoscese, con pendenze in cui è difficile persino stare in piedi o climi rigidi che scendono sotto lo zero. Sono i territori in cui una schiera di viticoltori eroici fa il suo vino. Che è possibile scoprire a Forte di Bard il 21 e 22 novembre.

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Quando alla metà del maggio del 1800, i 40.000 uomini dell’Armée de Réserve di Napoleone valicarono il Gran San Bernardo per scendere verso la Pianura Padana, di certo non si aspettavano la strenua resistenza opposta dalla guarnigione austriaca che presidiava il Forte di Bard: ben 14 giorni di eroica resistenza, pagata a caro prezzo con la successiva distruzione del borgo sottostante il forte. Il 21 e il 22 novembre si parlerà ancora di eroismo, traslato però in ambito vitivinicolo; le sale della severa fortezza alpina ospiteranno la I edizione di Vin Extremes, la kermesse dedicata al meglio dei vini d’alta quota.

 

Vini estremi, viticoltori eroici

Dimenticate i dolci pendii delle colline toscane, o gli ordinati vigneti delle Langhe; pensate invece a contrafforti alpini, coste ripide e valli fluviali scoscese. In questi territori, sui quali è difficile anche mantenere l’equilibrio, una schiera di viticoltori definiti a ragione eroici, non ha mai smesso di coltivare vigneti, dando seguito a tradizioni che senza fatica possiamo definire millenarie. Una viticoltura praticata in contesti estremi, su terreni dalla forte pendenza, spesso a quote altimetriche elevate, valorizzando vitigni autoctoni e terroir difficili.

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La manifestazione

La due giorni di Vins Extrêmes, il 21 e il 22 novembre, sarà proprio l’occasione per scoprire questa produzione, spesso dai numeri esigui, ma di grande qualità e personalità, ponendo l’accento sulle storie legate alla difficoltà e alla passione di coltivare la vite in territori eroici.

Saranno oltre cinquanta le aziende vitivinicole italiane coinvolte. Mentre l’arco alpino sarà abbondantemente rappresentato dalle aziende di Val d’Aosta (regione che ospita la manifestazione), Valtellina, Trentino-Alto Adige e Piemonte (con i vini dei caratteristici pergolati di Carema), non mancherà uno spazio dedicato ai vini prodotti nelle zone più impervie di Liguria, Veneto, e Calabria. Ma la panoramica si allargherà anche ad aziende estere; sarà presente una rappresentanza dei viticoltori di Banyuls, cittadina francese nella provincia del Roussilon, famosa per i prestigiosi vini dolci ottenuti da uve grenache. E poi i riesling coltivati sulle ripide rive che si gettano nelle acque della Mosella, i vini galiziani della Ribeira Sacra, quelli svizzeri e quelli sloveni che tante suggestioni condividono con i vicini italiani.

 

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Gli appuntamenti da non perdere

Durante le due giornate della manifestazione i visitatori avranno la possibilità di degustare i vini presenti presso i numerosi banchi d’assaggio, di partecipare a diversi laboratori del gusto curati dalla condotta valdostana di Slow Food – su temi quali la carne, gli “insaccati della povertà”, i formaggi, lo zafferano, i formaggi di malga accompagnati da spumanti trentini – e di partecipare a quattro verticali di assaggio che si terranno nella Sala Olivero; sabato 21, alle 14 sarà la volta dei Nebbioli dell’Arco Alpino, mentre alle 17 andranno in scena i Vini Bianchi intorno al Monte Bianco. Domenica 22 invece, si parte alle 10:30 con i Vini dei territori vulcanici e si continua, alle 15:30 con un confronto tra Armenia e Valle d’Aosta. Domenica mattina, alle 11:30, presso la Sala Archi Candidi, sarà, inoltre, possibile assistere alla cerimonia di premiazione del 23° Concorso Internazionale Vini di Montagna indetto da CERVIM – Centro di Ricerche, Studio e Valorizzazione per la Viticoltura Montana – e assaggiarne i vini vincitori.

Sarà anche l’occasione di scoprire diversi vini premiati con i Tre bicchieri nella nostra guida Vini d’Italia 2016: A. A. Valle Isarco Riesling Praepositus ’13 di Abbazia di Novacella, Valle d’Aosta Syrah ’13 di Rosset Terroir, Carema Et. Bianca Ris ’11 di Cantina dei Produttori di Nebbiolo di Carema, Valle d’Aosta Chambave Moscato Passito Prieuré ’13 di La Crotta di Vegneron, Valle d’Aosta Chardonnay Cuvée Bois ’13 di Les Cretes, Valle d’Aosta Pinot Gris ’14 di Lo Triolet, Valle d’Aosta Pinot Noir Semel Pater ’13 di Maison Anselmet, Valtellina Sfursat 5 Stelle ’11 di Nino Negri, Valle d’Aosta Petite Arvine ’14 di Ottin.

 

Non ultimo, Vins Extrêmesvuole essere anche un momento di riflessione e di dibattito: tre tavole rotonde, con la partecipazione di esponenti nazionali e internazionali del mondo vitivinicolo, universitario e della ricerca, affronteranno le tematiche legate al territorio, al paesaggio e all’accessibilità in cantina.

 

Vins Extrêmes | Forte di Bard | sabato 21 dalle 10:30 alle 19; domenica 22, dalle 10 alle 18) | http://www.vinsextremes.it/| [email protected]

 

a cura di William Pregentelli