La storia della cittadina romagnola è attraversata dalla produzione di sale, anche oggi che di 144 saline, solo una è ancora in attività. Presidio Slow Food dal 2004, l'oro bianco di Cervia ha plasmato l'identità locale, che rivivrà negli spazi rinnovati della Darsena, concessi tramite bando. Si cerca il progetto vincente, spazio a ristorazione e gastronomia. 

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L’oro bianco di Cervia. La storia

Cervia, circa 30mila abitanti nella provincia ravennate. E due anime molto diverse tra loro: 9 chilometri di spiagge affollate tra le più ambite della Riviera romagnola da un lato, una riserva naturale istituita a proteggere le antiche saline dall’altro. La consuetudine del territorio con la produzione e il commercio del sale, del resto, ha origini storiche che risalgono al periodo etrusco, ma le saline di Cervia saranno fonte di ricchezza e potere per molti secoli a venire, come testimonia l’impegno costante delle autorità locali per proteggere e rafforzare il business del sale. Al 1691, per esempio, risale la Torre di San Michele, un enorme magazzino per lo stoccaggio costruito per contenerne fino a 13mila tonnellate; e quando, alla fine del XVII secolo, Cervia sarà ricostruita sotto forma di città fortezza per volere di papa Innocenzo XII ci si preoccuperà di privilegiare gli impianti produttivi, che solo qualche anno più tardi si ingrandiranno con la realizzazione di un nuovo edificio, il Magazzino Darsena, inaugurato nel 1712.

Il Presidio, la riserva, il museo

Oggi la produzione del celebre sale dolce di Cervia, presidio Slow Food dal 2004, è preservata dalla raccolta artigianale della Salina Camillone (di 10 vasche antiche, solo una è ancora in attività, a scopo dimostrativo con una produzione stagionale che varia dai 500 ai 2000 quintali di sale, ma fino al 1959 si contavano ben 144 salinette a regime!), mentre la memoria del luogo rivive sui percorsi che attraversano la riserva istituita  nel 1979. Oltre che nel museo allestito all’interno della Torre, il MUSA. Per il Magazzino Darsena, finora utilizzato come spazio espositivo temporaneo, invece, si profila un destino diverso, grazie allo stanziamento di 2,8 milioni di euro arrivato dalla regione Emilia-Romagna per ripensare il Magazzino (pregevole esempio di architettura industriale, già restaurato negli anni ’80 da Giancarlo De Carlo) nell’ambito di un risanamento più ampio della Darsena di Cervia, che costerà complessivamente quasi 5 milioni di euro.

Un nuovo polo culturale e gastronomico. Il bando

Nello specifico, l’idea è quella di inaugurare un nuovo polo culturale che privilegi l’aspetto gastronomico, con strutture destinate alla ristorazione e alla degustazione, da coniugare con gli spazi indirizzati al commercio, al wellness, all’arte e al turismo tout court. Per questo, qualche giorno fa, il Comune ha reso noto un bando di concessione della durata di 12 anni, rivolto a chiunque sia in grado di produrre un progetto coerente con gli indirizzi suggeriti, per trasformare l’ex magazzino del sale in una piazza coperta che stimoli aggregazione e turismo. Al concessionario l’onere di versare un canone annuo di 50mila euro per i primi tre anni. Stabilito il vincitore del bando, nei prossimi mesi si procederà a istituire le gare d’appalto per la ristrutturazione, che dovrà essere completata entro il 2019. Pubblico e privato, dunque, che collaborano insieme per rilanciare uno spazio storico della città. Plausibile che uno degli asset su cui si impernierà l’operazione sia proprio quello gastronomico: all’offerta tecnica sarà attribuito fino a un massimo di 80 punti privilegiando criteri quali l’identità territoriale, la sostenibilità ambientale,  l’accessibilità e il grado di innovazione. Sull’organizzazione degli spazi recita il bando: “Il Magazzino del sale Darsena dovrà contenere un’area didattica, museale ed espositiva ed un’area benessere per la valorizzazione della storia e degli usi del sale, un’area dedicata alla ristorazione ed un’area dedicata allo shopping. Inoltre potranno essere presenti uffici, attività professionali, palestre, ritrovi e sedi di associazioni, servizi per l’ospitalità di ristorazione e bar, servizi per il tempo libero e per la cura del corpo”.

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L’osteria di mare all‘ex Cral Saline

E con il progetto fa il paio il rinnovamento dell’ex Cral Saline, edificio costruito a cavallo tra XVII e XVIII secolo per lo sfruttamento delle saline, dove i lavori per la realizzazione delle Officine del Sale stanno per iniziare. Nel nuovo centro polifunzionale sorgeranno anche un’osteria del pesce con cucina a vista e un caffè letterario in collaborazione con librerie Coop. Nel nome di quell’oro bianco che è identità culturale, commerciale e gastronomica insieme.

 

Informazioni sul bando all’indirizzo http://comunecervia.it/citta/notizie/notizia/magazzino-darsena.html

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a cura di Livia Montagnoli