Si moltiplicano le insegne in città e nell'hinterland milanese, e l'offerta è sempre più diversificata, dalla distilleria gourmet all'osteria tradizionale, dalla boulangerie francese al giardino segreto con vista sui binari. Ecco come cambia il volto della ristorazione meneghina. 

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C’è un po’ di retorica della “ripresa” in Italia. C’è un po’ di cantilena del paese che “riparte”. E non si fa che dire, per ovvi motivi, che questa sarebbe “la volta buona”. Milano, come trent’anni fa, è un po’ il simbolo di questo piccolo boom economico. Ci sono i grattacieli, le metropolitane e le manifestazioni funzionano alla grande a dispetto dei “gufi”. E così anche se Expo non pare aver influito molto sulla città, la capitale morale è in piena espansione anche ristorativa.

Grandi chef per Milano

Come tutti immaginavano nei mesi di countdown che hanno preceduto l’apertura di Expo, Milano si è ritrovata catapultata sullo scenario della gastronomia internazionale, osservata speciale già dalla scorsa primavera. E la città ha saputo rispondere alle sollecitazioni di una platea esigente in arrivo da ogni parte del mondo, non mancando l’appuntamento con l’opportunità offerta da Expo. Negli ultimi mesi – non è una novità – si sono moltiplicate le aperture nei quartieri strategici di una città rinnovata nella forma e nello spirito, rinvigorita da cantieri ambiziosi, investimenti importanti, arrivi celebri. E anche l’hinterland a portata di gita ha saputo beneficiare di questo fermento. I nomi sulla bocca di tutti sono quelli di Antonio Guida (finalmente all’opera nelle cucine dell’esclusivo Mandarin Oriental), dei fratelli Cerea che si apprestano a inaugurare l’altrettanto esclusiva Terrazza Gallia, di Niko Romito capace di inanellare l’ennesimo apprezzamento di critica e pubblico con Spazio al Duomo, di Matias Perdomo già lanciato nel progetto Contraste. Ma anche quelli di tanti chef (non solo italiani) che non rinunciano a far parte, anche solo per qualche sera, della grande macchina di Expo.

Il boom delle aperture. Milano città gastronomica

Nel frattempo però è cresciuto anche il numero di insegne meno “gridate”, realtà giovani (e meno) che hanno sfruttato il traino degli ultimi mesi per trovare una collocazione stabile nel tessuto ristorativo meneghino. Ognuna con la propria fisionomia, la sfida per emergere su una scena così affollata passa attraverso la definizione di formule con spiccata personalità, supportate dalla qualità della proposta gastronomica (anche un big come Gualtiero Marchesi ha dovuto fare i conti con un necessario restyling, da lui interpretato come ritorno alle origini, che si è tradotto nel nuovo menu del Marchesino, pronto a riportare in auge i grandi classici del Maestro, ma solo per sette tavoli fortunati).

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Casello Giallo. Un giardino segreto condiviso a Tortona

Se parliamo di ristorazione informale, l’idea del team di Casello Giallo può contare su uno spazio d’eccezione come il giardino segreto affacciato sui binari dell’ex stazione di Porta Genova, delimitato da un’allegra staccionata gialla che invita a godere di una pausa rilassata sorseggiando un cocktail o una birra artigianale. Da mangiare le proposte in arrivo dall’hamburgeria e zupperia Hambistro, lo street food giapponese di Maido!, salumi e prodotti golosi di Millino, gli hamburger di Sir Simon, per una curiosa condivisione dello spazio tra realtà già affermate di via Savona. Inoltre il giardino ospita un orto urbano a disposizione della città e spesso è protagonista di eventi a tema gastronomico, artistico e musicale.

Café Gorille tra i grattacieli di Isola

Dall’altra parte di Milano, quartiere Isola, proprio di fronte al Bosco Verticale, una casa di ringhiera di fine Ottocento che ricorda il volto del città di un tempo al cospetto del nuovo che avanza si è trasformato da qualche mese in Cafè Gorille (un King Kong tra i grattacieli milanesi). Ancora uno spazio informale, accogliente, sempre aperto, da colazione al dopocena, passando per il brunch domenicale. Pavimenti originali, atmosfera industriale, cucina a vista e piatti in carta da bistrot che sa virare su proposte ricercate per il servizio serale. Aperto dalle 8 alle 24 con cucina non stop.

La moda del gin, tra cocktail e abbinamenti gourmet

Qualche mese di vita anche per la prima microdistilleria di gin in città, con annesso cocktail bar e ristorante. Si chiama The Botanical Club e il protagonista di questo elegante spazio in via Pastrengo è proprio l’alambicco per la distillazione: non a caso il nome che Alessandro Longhin e Davide Martelli hanno scelto per il locale fa riferimento al mix di erbe e spezie aggiunte in distillazione (i botanicals) tra cui le bacche di ginepro da cui deriva il gin. In menu 15 piatti che cambiano due volte al mese, scelta alla carta o menu degustazione per una proposta che sembra indirizzata a stupire con abbinamenti inconsueti. Creativa anche la carta dei cocktail.

E la moda del gin sembra aver conquistato Milano già da qualche tempo, se è sufficiente spostarsi in via Comune Antico (in zona Greco) per scoprire un altro tempio del distillato di origine olandese. La Gintoneria di Davide offre oltre centocinquanta etichette di gin scovate in tutto il mondo e sfizi gastronomici in abbinamento. Ma gli avventori che fanno visita a Davide chiedono soprattutto di provare un buon cocktail, fino a tarda notte.

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Trippa. Come in osteria per un piatto di rognone

Ci spostiamo in via Vasari per rintracciare l’autenticità di un’osteria tradizionale. Come si concilia con le nuove aperture? Trippa propone un’autenticità di ritorno, ispirandosi alla cucina con le frattaglie della tavola popolare; eppure il progetto nasce dall’idea di due giovani amici, che recuperano l’atmosfera della Milano di un tempo, foto in bianco e nero alle pareti, tovagliette in carta paglia, carta ridotta e qualche piatto del giorno affidato all’estro dello chef. Tra i cavalli di battaglia i nervetti tiepidi con sedano e il rognone trifolato. Carta dei vini giocata su etichette biodinamiche. In via Sarpi, nella Chinatown milanese, è già un successo di pubblico Otto, spazio polifunzionale come tendenza vuole (260 metri quadri, legno, sedie vintage e piante alle pareti), per mangiare, bere un cocktail, leggere un libro, incontrare amici. In menu i sapori dell’orto e i quadrotti della casa con pane sfornato giornalmente da un panificio di Legnano.

Intorno a Milano. Caffè Farmacia e Rise Live Bistrot

E proprio nella cittadina dell’hinterland milanese dobbiamo spostarci per scoprire le intenzioni di Caffè Farmacia: vino, caffetteria e ristorante. Lo spazio è quello suggestivo di una vecchia farmacia in stile neoclassico, oggi valorizzato dall’intervento di piccoli artigiani del Nord Italia. Nel frattempo anche a Vimercate è nata una realtà degna di nota, quella di Rise Live Bistrot, sbocciata tra le mani di quattro giovani con la passione per la gastronomia di qualità, la buona materia prima, la valorizzazione del territorio. Menu stagionale, il locale affianca la storica pizzeria Il paradiso della pizza: molti gli assaggi che indirizzano la proposta sul versante del bistrot, ma la regina della casa è indubbiamente la pizza, gourmet ma non troppo, lievito madre e mix di farine selezionate. E il forno è a gas!

Cucina regionale dal Sud. Siciliah

Ma in città c’è spazio anche per la cucina regionale che arriva dal Sud. La proposta di Siciliah ricrea nel ristorante di via Terraggio un angolo dedicato alle specialità trapanesi, al tempo stesso vetrina per l’agroalimentare in arrivo dall’isola grazie ai produttori riuniti nel Consorzio Gal Elimos, che riunisce 14 Comuni della provincia di Trapani. Il locale si presenta al pubblico con una serie di appuntamenti enogastronomici con chef e docenti di cucina siciliana. Poi offrirà un menu stagionale in abbinamento con vini selezionati sul territorio regionale.

La Francia di Le Vrai

Chiudiamo con una “vecchia” conoscenza del Gambero Rosso (ne avevamo parlato qui, qualche mese fa): inaugurata da poche ore la boulangerie e brasserie Le Vrai è pronta a portare in città tradizioni e sapori di Francia. In zona Porta Nuova, lo spazio offre quattro aree tematiche – café, brasserie, boulangerie, epicerie – per scoprire in ogni momento della giornata pan au chocolat e croissant, croque monsieur e quiche lorrain, ma anche piatti caldi serviti al tavolo. Nel pomeriggio sala da tè, la sera i grandi classici della cucina d’Oltralpe (ai fornelli Patrick Massera) con vini dai principali terroir francesi.

 

a cura di Livia Montagnoli

 

Casello Giallo | Milano | via Savona 5/A | sempre aperto | [email protected]| www.casellogiallo.com

Café Gorille | Milano | via Giuseppe De Castillia 20 | dalle 8 alle 24, chiuso il lunedì | tel. 02 6887627 | www.cafegorille.it

The Botanical Club | Milano | via Pastrengo 11 | dalle 19.30 alle 23.30 (il bar fino alle 2), chiuso la domenica | tel. 02 36523846 | www.thebotanicalclub.com

La Gintoneria di Davide | Milano | via Comune Antico 25 | aperto fino alla 3, chiuso il sabato | tel. 392 0397315 | www.gintoneria.it

Trippa | Milano | via Giorgio Vasari 3 | tel. 02 36741134 | www.trippamilano.it

Otto | Milano | via Paolo Sarpi 10 | dalle 9.30 alle 2, chiuso il lunedì | www.sarpiotto.com

Caffè Farmacia | Legnano (MI) | Piazza San Magno 8 | tel. 0331 1362149 | www.caffefarmacia.it

Rise Live Bistrot | Vimercate (MI) | via Daniele Manin 2 | tutti i giorni a pranzo e cena (domenica solo cena) | tel. 039 9191881 | www.riselivebistrot.it

Siciliah | Milano | via Terraggio 14 | tel. 02 86451590 | www.facebook.com/siciliahmilano?fref=ts

Le Vrai | Milano | via Galileo Galilei | tutti i giorni, dalle 7 a tarda sera (boulangerie fino alle 20) | tel. 02 36630790 | www.levrai.it