Si dice soddisfatto il ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina per l’utilizzo dei fondi stanziati per il settore vitivinicolo grazie al Piano nazionale di sostegno. In particolare si è investito su misure strutturali e di promozione, utilizzando in modo efficace le risorse comunitarie. E questo influirà anche sulla competitività del comparto.
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Come nel 2009/2013, sono la ristrutturazione e la promozione sui mercati dei Paesi terzi le misure più utilizzate all’interno del Piano nazionale di sostegno per il settore vitivinicolo. L’annualità 2013/14 ha consentito l’impiego di risorse dell’Ocm vino per 337 milioni di euro, parti al 99,8% del budget a disposizione. Le due misure, fa sapere il Mipaaf, raggiungono assieme quota 243 milioni di euro, pari al 72% delle risorse complessive. Soddisfazione, in particolare, per la misura degli investimenti, in vigore dal solo 2011.
Secondo il ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina, i 52 milioni di euro di questa voce di bilancio sono un “buon risultato” che dimostra “l’impatto positivo che sta riscuotendo la misura a livello di impresa”. Tra le altre voci del Pns, la vendemmia verde (prevista per prevenire eventuali crisi di mercato in alcune aree) ha fatto registrare un utilizzo limitato, con 864mila euro, in linea con la ridotta produzione della campagna vendemmiale 2013/2014, così come non è alta la cifra (11 milioni) utilizzata per la distillazione dei sottoprodotti. I
nfine, poco più di 30 milioni di euro sono andati all’assicurazione del raccolto: serviranno a coprire i costi dei premi assicurativi versati a copertura delle perdite dovute ad avversità climatiche e fitopatie. “È un risultato molto importante” commenta Martina “che dimostra l’ottima riuscita del Programma nazionale di sostegno per il settore vitivinicolo. L’Italia ha dato vita a una buona pratica, continuando a investire nelle misure strutturali e di promozione previste dall’Ocm e utilizzando in maniera efficace i fondi comunitari. È la dimostrazione che attraverso un gioco di squadra possiamo permettere alle nostre produzioni di avere maggiore competitività nei mercati esteri“.