Si chiude il capitolo che ha visto procedere all'unisono la famiglia Fratti e Pier Giorgio Parini negli ultimi anni. Ma a Torriana c'è tutta l'intenzione di ricominciare, ripensando all'idea di cucina con bottega e dialogo con il territorio. 

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La voglia di ricominciare

A partire dal 1° settembre effettueremo un periodo di ferie che sarà dedicato a colloqui ed incontri con cuochi di provata esperienza e capacità coi quali valuteremo nuove collaborazioni. È nostra intenzione non abbandonare un progetto cresciuto in 26 anni di attività, ripartiremo per consolidare e migliorare i risultati raggiunti“.

Asciutto e chiaro il comunicato che il ristorante Osteria del Povero Diavolo di Torriana ha diramato in queste ore. Sul divorzio tra i ristoratori e lo chef Pier Giorgio Parini vi avevamo dato notizia nel corso dell’estate anche con una intervista a Fausto Fratti, successivamente non erano mancate le voci, specie sulla stampa locale, dove per il locale era stato perfino prefigurato un futuro da sushi bar. Forse anche per questo i Fratti hanno optato per un comunicato.

Dal comunicato si evince che, a dispetto dello scoramento iniziale, Fausto Fratti e la moglie Stefania non intendono affatto mollare. Sono già impegnati in colloqui con cuochi e chef e hanno l’intendimento di consolidare e perfino di incrementare i buoni risultati raggiunti. Non dimentichiamo che stiamo parlando di un ristorante con voti lusinghieri su tutte le guide e con Tre Forchette sulla guida del Gambero Rosso. 

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Discontinuità con il passato

Cosa sarà il nuovo Povero Diavolo è impossibile prevedere in questa fase. La cosa piuttosto certa è che ci sarà una certa discontinuità rispetto al recente passato. Ci si avvicinerà molto probabilmente al territorio, al prodotto, che magari sarà anche in vendita rispolverando un’idea di bottega-con-cucina che sta andando sempre più per la maggiore nei grandi agglomerati urbani in Italia (basti pensare all’apertura del Piccolo Peck e all’arrivo a breve a Roma dei rinnovati spazi di Ercoli e Volpetti, gastronomie storiche che si reinventano come spazi anche di somministrazione). Altri progetti potrebbero guardare all’area circostante del Montefeltro, affiancare insomma alla tradizionale attività di ristorazione un palinsesto di iniziative in giro per rocche, centri storici, palazzi, musei.

E’ tutto terribilmente in fieri e sono appena iniziati i colloqui. La morfologia del nuovo Povero Diavolo dipenderà smaccatamente dalla persona che sarà trovata per comandare le cucine. La notizia, comunque non da poco, è che questa insegna non chiuderà e che, anzi, è a lavoro per rilanciarsi e intenzionata a affrontare il futuro con nuovo spirito creativo. 

 

 

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a cura di Massimiliano Tonelli