Ostriche e pollo fritto, ma vegani. Con Just Mayo (e non solo) il boom del cibo cruelty free in America vale milioni

4 Giu 2016, 14:00 | a cura di Livia Montagnoli

Negli Stati Uniti la food start up Hampton Creek sta conquistando il mercato a suon di invenzioni che sostituiscono le proteine animali con surrogati vegetali. E dopo la maionese è pronta ad accontentare anche i più piccoli. Intanto il giro d'affari cresce. 

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Il cibo vegano che piace alla Silicon Valley

Qualche tempo fa avevamo salutato con curiosità l'arrivo a Roma di una “fromaggeria” molto particolare. Nessuna svista: l'intenzione della bottega Dall'Albero, quadrante nord della città, era proprio quella di presentare al pubblico capitolino fromaggi e yonut, preparazioni vegane (senza utilizzo di derivati animali) ispirate ai più celebri prodotti a base di latte, e tutte realizzate artigianalmente con gli anacardi. Una realtà piuttosto nuova per la Capitale per accontentare una nicchia di consumo ancora ristretta, che invece negli Stati Uniti ha influenzato studi approfonditi in materia, con la proliferazione di laboratori per la produzione di alimenti alternativi dedicati ai consumatori vegani. Un fenomeno di tendenza che proprio negli ultimi anni sta riscuotendo grande popolarità, come dimostra l'interesse degli investitori della Silicon Valley, particolarmente intrigati da tutte quelle food start up che promettono miracoli nel campo dell'alimentazione vegana. E allora non stupiscono le indiscrezioni anticipate da Bloomberg, che in merito agli investimenti su una delle più celebri realtà del settore - quella Hampton Creek, che ha inventato la maionese vegana Just Mayo - parla del raggiungimento della cifra record di un miliardo di dollari, con un aumento di capitale degno della colonizzazione di prodotti cruelty free che la società si appresta a lanciare sul mercato.

Ostriche, pollo e blue cheese... Per vegani

Attualmente l'azienda realizza una linea di 64 prodotti vegani, ma l'obiettivo è quello di ampliare il catalogo fino a proporre ben 600 diversi alimenti che non fanno uso di carne e derivati animali. Per farlo, parte degli investimenti finirà nella progettazione di un laboratorio di stanza a San Francisco per sviluppare nuove proteine di derivazione vegetale, mettendo al lavoro un team di scienziati che indagherà anche le possibilità più remote per garantire un futuro sempre più vario e appetibile alla dieta vegana. E così, dopo il boom della maionese vegana, praticamente onnipresente nei supermercati USA, i prossimi prodotti di tendenza potrebbero abbattere ulteriormente la barriera tra l'alimentazione alternativa e il cibo che tutti conosciamo. Qualche esempio? Bocconcini di pollo impanati, ostriche e Blue Cheese... In versione Hampton Creek, e cioè senza l'ombra di proteine animali. E poi una linea di snack per i più piccoli che sfrutta il principio della maionese vegana, utilizzando un surrogato dell'uovo per abbattere il colesterolo, al gusto di “nachos” o di “toast al formaggio”. E intanto anche Whole Foods ha cominciato a proporre hamburger vegani a marchio The Beyond Burger proprio accanto agli altri prodotti animali. Il risultato? Confezioni a ruba in meno di un'ora. È solo l'inizio dell'impero vegano?

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