La sfida dello chef umbro: proporre una sperimentazione più ardita ai turisti in cerca di tradizione che raggiungono il ristorante appena fuori Orvieto, ospitato all’interno di un’abbazia del XII secolo.   

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Dal lago di Corbara a Orvieto

Paolo Trippini (già alla guida del ristorante omonimo a Civitella del lago, con vista sul lago di Corbara, ereditato dalla famiglia) ha accettato una nuova sfida: con la gestione del ristorante de La Badia, appena fuori Orvieto, dovrà soddisfare le aspettative dei turisti che vengono in Italia in cerca della tradizione più ortodossa. E anche quelle di qualche italiano.

Il nuovo corso del ristorante manderà in pensione le tavolate allestite a banchetto medievale con quarti di manzo pronti a essere arrostiti, salsicce, fegati, salumi e formaggi di ogni tipo che ancora campeggiano nelle foto del dépliant alla reception dell’hotel. Una nuova proposta sostituirà la prima con aperture al pesce di mare, piatti ricercati, creativi. Proponendo anche tutto il gusto delle materie prime delle campagne circostanti in versione più moderna e anche più briosa.

I turisti che soggiorneranno nella struttura a quattro stelle dovranno fare i conti con piatti che mai si sarebbero aspettati di trovare all’interno di un’abbazia dell’inizio del XII secolo. O forse sì.

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La Badia si fa notare già dalla strada che sale alla rocca di Orvieto da Porta Romana. È quella “isola di pietra in un mare di verde”, sempre per citare il dépliant, la cui torre dodecagonale spicca tra i boschi e solo a un occhio distratto potrebbe sembrare a pianta circolare. Dodici lati, uno per ogni apostolo e opera di Matilde di Canossa, ancora oggi si erge con i suoi 28 metri sul resto della struttura. La Badia è ora un complesso medievale perfettamente mantenuto e adattato a struttura alberghiera. Al suo interno ospita una cappella consacrata nella cui sacrestia sono ancora presenti affreschi attribuibili alla scuola di Giotto. Una vasta sala congressi anch’essa affrescata. E il ristorante.

Vista l’offerta, i matrimoni con rinfresco sono all’ordine del giorno e il ristorante, date anche le esigenze degli ospiti dell’albergo, rischiava di non sfruttare al massimo le potenzialità anche della vicina uscita autostradale e dell’imponenza della struttura (che non passa certo inosservata).

Cucina sperimentale, mare e prodotti del territorio

La gestione di Paolo Trippini, che si afferma ora in pianta stabile forte di una presenza nel luogo legata alla gestione degli eventi, si va a inserire dunque in questo contesto con obiettivi arditi. Lo chef ha intenzione di proporre la sua cucina fatta di sapori nuovi e ricercati, senza mettere in secondo piano gli ingredienti della tradizione e soprattutto i sapori decisi dell’Umbria. Apre con il mare, servendo, tra gli altri, un Polpo con pera, frutti rossi e asparagi e punterà molto sulle zuppe e sui legumi. Carne di maiale sì, ma col rabarbaro e la birra artigianale di Centolitri.

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Circa settanta coperti sono distribuiti in tre sale contigue con volte a botte, pareti in pietra e tufo e nello spazio esterno si può arrivare anche al doppio.

Per ora si può fare riferimento, per trovare il ristorante, alla struttura La Badia, ma presto sarà lanciato il nuovo brand, su cui Paolo Trippini sta ancora lavorando, che darà la connotazione ufficiale alla filosofia di quello che si troverà in carta.

 

La Badia | loc. La Badia 8, 05019 Orvieto (TR) | tel. 0763.301959 | www.labadiahotel.it

 

Testo e video a cura di Saverio De Luca