Sono riunite a Bari le 25 relatrici che animano il dibattito della seconda edizione di un forum che vuole accendere i riflettori sul contributo femminile alla causa della gastronomia. Due giorni di incontri con chef, agronome, attiviste, giornaliste in arrivo da tutto il mondo. 

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Parabere Forum. La storia

All’inizio c’è stata l’iniziativa di Maria Canabal, giornalista e critica gastronomica spagnola, ideatrice della piattaforma internazionale no profit Parabere Forum, di cui oggi è presidente. Poi, nel 2015, un primo momento di incontro (e scambio), che ha riunito a Bilbao le donne di talento capaci di garantire un punto di vista fondamentale per migliorare la società attraverso il cibo, che fossero imprenditrici, opinion leader, chef o ambasciatrici di valori importanti. Il primo forum al femminile voleva sottolineare un dato preoccupante – solo il 10% dei conferenzieri e degli ospiti che presenziano ai più importanti eventi culinari rappresenta la quota rosa, come è vero, invece, che nel mondo il 98% dei prodotti alimentari è coltivato dalle donne – e da lì prendere le mosse per articolare una riflessione variopinta e complessa come può essere quella di tante donne che si mettono insieme per raccontare la propria esperienza in un mondo a dominante maschile, ragionando di sostenibilità, alimentazione globale e tendenze gastronomiche.

All’epoca l’incontro precedeva di qualche mese l’inizio di Expo, e della grande manifestazione anticipava e ricalcava gli intenti. Oggi l’emergenza alimentare è ancora dietro l’angolo, la voglia di impegnarsi ancora però non manca.

La seconda edizione a Bari. Chi c’è

E in queste ore le donne di Parabere Forum si ritrovano di nuovo per l’edizione 2016, ospitata a Bari. Due giornate, il 6 e 7 marzo, che, ha confermato la Canabal alla stampa spagnola, “sono fondamentali per accendere i riflettori su tutte quelle professioniste che lavorano nel mondo della gastronomia, ma nessuno conosce”. Tra le relatrici che interverranno sul palco quest’anno c’è ancora una volta Vandana Shiva, l’attivista indiana vicina al movimento Terra Madre e Slow Food, ma anche una donna che recentemente si è trovata a dover contare solo sulle proprie forze, Dominique Loiseau, moglie dello chef suicida Benoit Violer. Ma le protagoniste del forum sono arrivate in Puglia da tutto il mondo: ci sono la chef statunitense Barbara Lynch e l’agronoma danese Susanne Hovmand-Simonsen, con la sua conterranea Trive Hahnemann, la chef messicana Zahie Tellez e la brasiliana Teresa Corcao. Per l’Italia la giornalista Licia Granello, la viticoltrice Emanuela Stucchi Prinetti, Luciana delle Donne (fondatrice del brand Made in Carcere) e un’italiana d’adozione come Lara Gilmore, che interverrà sul palco con suo marito Massimo Bottura. 25 interventi in tutto, che stimoleranno il dibattito davanti a una platea di trecento persone (da 30 Paesi), soprattutto chef, e non solo donne. Il tema, per tutte, l’imprenditorialità nel settore gastronomico. A ognuna interpretarlo con originalità.

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Foodoracle racconta le donne in cucina

Intanto, una bella storia in rosa dal mondo della ristorazione è stata fotografata nell’ambito del progetto Foodoracle (un’idea sviluppata da Foodora), la nuova docuserie che indaga tra i volti e le storie del cibo. La macchina da presa ha seguito due giovani chef, Rosy a Angele, per raccontarne vita, aspirazioni e difficoltà: Rosy lavora a Milano, figlia di immigrati cinesi che oggi si muove nella cucina del Sushi Yokohama. Angele invece è la proprietaria del ristorante La Guinguette d’Angele a Parigi, un angolo dedicato al cibo organico, stagionale, goloso. L’ennesima dimostrazione che di belle storie al femminile da raccontare ce ne sono tante.

 

a cura di LIvia Montagnoli