Un riconoscimento prestigioso che premia la città all’alba di un anniversario importante (quasi 2200 anni di storia) per l’unicità della sua proposta gastronomica e per l’eccellenza dei prodotti lavorati nelle aziende locali. L’incoronazione a Parigi, dopo sei mesi di candidatura che hanno unito le forze. 

Pubblicità

Parma e la sua food valley. Un valore costruito nei secoli

Monumenti imperdibili, gallerie d’arte, palazzi storici, manifestazioni culturali. Una città si può definire creativa per tanti buoni motivi. Non ultima la gastronomia. Almeno in Italia, dove il patrimonio alimentare è parte integrante (e fondamentale) dell’identità culturale di territori, regioni, province e persino città. Come Parma e la sua food valley, universalmente conosciute per la capacità di custodire un’eredità gastronomica senza rivali, che regala al mondo prodotti come il Parmigiano Reggiano o il celebre crudo di Parma.

Ecco, nell’elegante cittadina emiliana – e nell’Italia intera – nessuno discute un ruolo conquistato nei secoli e confermato ogni giorno dal lavoro di aziende all’avanguardia che operano nella “valle dei golosi” per garantire prodotti certificati di alta qualità. Ma ora arriva il riconoscimento più ambito, quello dell’Unesco, che ha sostenuto la candidatura di Parma a “città creativa della gastronomia”, restituendole un marchio che sarà importante volano per il comparto turistico locale (proprio all’alba dei festeggiamenti per i 2200 ani di storia della città).

Città creativa della gastronomia. La soddisfazione

E infatti non nasconde la gioia il sindaco Pizzarotti, che si dice orgoglioso e felice che ora la città sia “sul tetto del mondo” grazie “alla capacità di valorizzare prodotti d’eccellenza e trasformarli  in cibo. Senza dimenticare che il raggiungimento di un traguardo così importante è frutto di un modello vincente che vede unite in un obiettivo comune tutte le forze in campo, dal comune alle associazioni della città, compreso il collettivo di cuochi Chef to Chef (guidato da Massimo Spigaroli), che sostiene ogni giorno l’eccellenza della cucina territoriale d’autore.

Pubblicità

Mentre le istituzioni  inanellano dichiarazioni di stima e soddisfazione, con riferimento a quella capacità creativa dei parmigiani che nei secoli ha saputo dare vita a un elenco di prodotti alimentari unici nel loro genere. Composto il parere del ministro Maurizio Martina: “Sono particolarmente soddisfatto di questo risultato. La visibilità dell’Unesco e delle sue città creative (ottengono il riconoscimento anche Bergen in Norvegia, Belem in Brasile, Burgos in Spagna, Phuket inThailandia, n.d.r.)  aiuterà non solo Parma ma tutto l’agroalimentare italiano per contrastare anche quei fenomeni di Italian sounding che fanno delle nostre produzioni tipiche le più imitate al mondo”.  

Il video degli chef parmigiani

Le città creative dell’Unesco salgono così a quota 69 – in 32 Paesi del mondo – e annoverano anche Roma, che proprio nell’ultima tornata si è aggiudicata il titolo di città creativa per il cinema (e Bologna lo era già per la musica, Torino per il design, Fabriano per la folk art). Il risultato eccellente premia l’impegno di anni e un percorso che negli ultimi 6 mesi ha cercato di sostenere la candidatura con iniziative culturali e campagne di comunicazione, come il video diffuso recentemente dal Comune di Parma, che affida la parola a undici grandi chef di Parma. Che all’indomani del riconoscimento  – possiamo dirlo – ha colpito nel segno.