Aveva aperto nel 1939 ed era un punto fermo della ristorazione trevigiana, sembra che sia proprio lì che è stato inventato il tiramisù. Ma l'attività cesserà il 30 marzo. Quasi in contemporanea apre a Mestre un progetto a piazza Candiani.
Pubblicità

Scossone al Nord Est italiano: chiude Le Beccherie. Un punto di riferimento trevigiano per la cucina tradizionale. Aveva aperto nel 1939 e aveva puntato tutto su storia e territorio. Sembra che proprio lì sia stato inventato il Tiramisù, che all’epoca, più che un dolce, fungeva da elisir per i frequentatori delle case chiuse del circondario. Una storia, quella dell’imminente chiusura fissata per il 30 marzo, che ha attirato anche l’attenzione del governatore del Veneto Luca Zaia. “È una notizia che non avrei voluto leggere, che annuncia non solo la fine di un pezzo di storia di Treviso, ma che più in generale comunica la cancellazione di una pagina della cultura enogastronomica mondiale” ha detto in una nota. “Le Beccherie sono vittima di una serie di fattori, che certamente si ricollegano anche alla crisi economica, ma anche, a mio avviso, ad un certo appiattimento della cultura gastronomica mondiale, dove in cucina la voglia di spettacolo prevale sull’impegno a soddisfare al massimo livello la voglia di convivialità, o dove presunte esigenze nutrizionali puniscono gusti e sapori che esprimono la qualità del territorio e, con essi, quelle che sono vere e proprie espressioni di cultura e di civiltà”. E, simbolicamente, la notizia arriva dopo la visita del neo primo ministro Matteo Renzi tra le tante difficoltà che la Marca trevigiana sta incontrando in questi anni di crisi.

Ma se da un lato si assiste ad una chiusura inaspettata, dall’altro, a pochi chilometri di distanza, una zona che stava degradandosi sarà rivalutata grazie proprio a un centro culturale fortemente orientato alla gastronomia. Si tratta della piazza Candiani, situata in una zona centrale di Mestre. In questo luogo l’architetto Giovanni Caprioglio ha curato un progetto volto a far rifiorire una zona in cui l’abbandono delle attività commerciali aveva causato l’acuirsi del degrado sociale. La presenza di un Centro Culturale (il Centro Candiani), un cinema multisala e una serie di bar e ristoranti, tra cui spicca la nuova apertura Romeo appunto, dovrebbe, secondo le previsioni, portare un flusso di 450.000 visitatori all’anno. Romeo sarà cucina, caffetteria e market tutto in un unico spazio. Dal caffè veloce al banco al forno colmo di prodotti dolci e salati e pane fresco, alla cucina a vista, al market con le migliori specialità italiane. Mentre il menu prevede un vasto assortimento di paste, carni e hamburger, tutte presidio Slow Food. Arredamenti firmati dai bravi allestitori liguri di Costa Group.