Da Casa Barilla al Museo della Pasta di Collecchio, la storia della pasta passa anche per le terre parmigiane e denuncia quasi due secoli di evoluzione, dallo spaghetto più antico del mondo alla stampante 3d per pasta fresca. E intanto si guarda a Mosca, mercato dalle grandi potenzialità. 

Pubblicità

Aneddoti e curiosità dal Museo della Pasta

La pasta di ieri, oggi, domani, celebrata a Parma, durante il Pasta Day. Il nastro della Storia si riavvolge e le immagini e gli oggetti del Museo della Pasta di Collecchio, ci riportano a quando iniziò tutto, insieme a Giancarlo Gonizzi, direttore dei Musei del Cibo, nonché curatore della Biblioteca gastronomica di Accademia Barilla, e Giovanni Ballarini, presidente onorario dell’Accademia Italiana della Cucina, che ci conducono alla scoperta delle prime modalità di coltivazione, all’evoluzione delle tecniche agricole, ai primissimi rudimentali metodi di macinazione, dalle origini mediorientali della pasta secca di semola di grano duro, fino ai giorni nostri. Quasi 200 anni di storiacelebrati al Museo della Pasta di Collecchio (PR), e all’Academia Barilla, in occasione del Pasta Day, dove Barilla, promotrice dell’evento, ha rimarcato la paternità tutta italiana di questo straordinario alimento. Tra le perle del Museo, lo spaghetto più antico del Mondo datato 1837, che dopo le analisi effettuate conferma il medesimo valore proteico di oggi, ben il 15%, confermando quanto la pasta prodotta all’epoca non fosse poi così diversa da quella attuale, fino ad arrivare alla stampante 3d per fare la pasta, un moderno metodo di produzione, che potrebbe aprire scenari inesplorati. Un appuntamento che è anche un’occasione per scoprire un impianto museale unico in Italia e in Europa, che caratterizza Parma, con sei musei del cibo: la pasta, il pomodoro, il vino, il Parmigiano, il Prosciutto, il Salame, i quali descrivono dettagliatamente le eccellenze dei territori amati da Giuseppe Verdi, in un viaggio storico, goloso e colto attraverso le tradizioni della città emiliana proclamata quest’anno capitale della gastronomia Unesco.

Fare la pasta… In Russia. Alla conquista di nuovi mercati

Un invito alla conoscenza storica, tecnologica e culturale della pasta, in un territorio ricco di storia, cultura e gastronomia, dove nel 1877 nacque la Barilla,leader mondiale del settore con 1.143.000 tonnellate di pasta prodotte, ed esportate in oltre 100 Paesi del Mondo, anche a Mosca, dove lo scorso 25 ottobre si è festeggiato il World Pasta Day, celebrando la pasta come alimento globale in netta crescita nel mercato russo, con un consumo nel 2015 di 1.106.000 tonnellate, pari a 7,8 chili pro capite annui. La Barilla ha aperto lo scorso anno due nuove linee produttive nello stabilimento di Solnechnogorsk, nei pressi di Mosca, dove si stima che nel 2016 saranno prodotte 27mila tonnellate di pasta, secondo un motto che incarna appieno la filosofia della casa parmigiana: “Buono per Te, Buono per il Pianeta”. Un cibo il cui gradimento non conosce battute d’arresto, neppure sul web, la pasta è infatti tra i cibi più cliccati al mondo: dall’ultimo Foods Trend Report di Google si scopre che le “penne alla vodka”, inossidabile retaggio degli anni ’80, rappresentano la seconda ricetta più cliccata in Usa, dopo la pasta alla bolognese.

Pasta 3d. La frontiera del futuro?

E intanto il viaggio in casa Barilla si conclude all’insegna dell’avanguardia, con un assaggio di pasta preparata solo con semola di grano duro e acqua, prodotta dal rivoluzionario prototipo di stampante 3d per pasta fresca, realizzata da Barilla insieme al centro di Ricerca Olandese TNO. Ma anche con la preparazione del piatto vincitore del Concorso Barilla 2016 sezione Talent, un carpaccio di spaghetti al caviale e al nero di seppia, ideato da Caterina Amelio, 23 anni, chef diplomata all’Alma di Colorno, originaria di Cormano (Mi), da oltre due anni in forza al prestigioso ristorante Gordon Ramsay au Trianon, una stella Michelin, a Parigi.

Pubblicità

 

a cura di Luca Bonacini