Dopo oltre dieci anni alla guida del celebre ristorante italiano di Manhattan e un lungo sodalizio con il Batali & Bastianich Hospitality Group, lo chef Mark Ladner abbandona la sua cucina per sperimentare un nuovo format improntato alla ristorazione veloce. E scommette sulla pasta, dalla prossima primavera. 

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La cucina italiana di Del Posto

Se la fama di Del Posto si lega principalmente a quella del suo fondatore e patron Mario Batali – tra gli ambasciatori più noti della cucina italo americana negli Usa, a lui il compito di portare in tavola l’Italia durante l’ultima cena alla Casa Bianca con la delegazione guidata da Renzi, e pure il merito di aver creduto nel progetto Eataly con i soci Joe Bastianich e Oscar Farinetti – a New York tutto riconducono la proposta del celebre ristorante di Manhattan al volto di Mark Ladner. Lo chef è a capo della brigata sin dal 2005, quando più di dieci anni fa Batali e la famiglia Bastianich (Lidia e il figlio Joe) decidevano di intraprendere quella ricerca sulla cucina made in Italy fine dining che li avrebbe portati all’apprezzamento unanime di critica e pubblico, fino alla conquista della stella Michelin: piatti raffinati, servizio attento, cantina all’altezza del cibo, con tante etichette che hanno sostanziato il mito del vino italiano oltreoceano. Dal canto suo, all’epoca, Ladner arrivava da precedenti esperienze nel gruppo Batali/Bastianich, prima sous chef da Babbo, poi alla fine degli anni Novanta motore delle start up Lupa Osteria Romana e Otto Enoteca Pizzeria. Fino all’approdo nella cucina di Chelsea, per la sfida più ambiziosa. Da allora Mark quella cucina non l’ha più lasciata.

L’addio di Mark Ladner

Ecco perché l’annuncio recentemente confermato da Batali ha destato l’attenzione della stampa di settore americana: alla fine di gennaio Ladner lascerà Del Posto, passando il testimone al suo braccio destro Melissa Rodriguez, la prima donna a New York a guidare un ristorante insignito delle quattro stelle dal New York Times. E Mark, che farà? I progetti per il futuro prossimo si preannunciano quantomeno intriganti: dopo anni spesi tra stelle e menu esclusivi, lo chef originario di Cambridge (Massacchusets) aprirà un fast food tutto suo, dedicato alla pasta, con l’auspicio che il format possa rivelarsi efficace e pronto per moltiplicarsi, dando luogo a una nuova catena d’autore dopo i successi si altri colleghi celebri come David Chang, che nell’ultimo anno ha scommesso (centrando il bersaglio) sul pollo fritto di Fuku. Ristorazione veloce e informale, dunque, sfida ambiziosa, ma non impossibile, e chiaramente centrata su un must della cucina italiana. Del resto i newyorkesi si confermano tra gli ammiratori più assidui del made in Italy, come conferma il successo di pubblico che ogni giorno premia le due sedi cittadine di Eataly, tra le food hall più gettonate in città (nonostante la concorrenza più che qualificata).

Pasta Flyer. Il fast food della pasta

L’insegna c’è già, si chiamerà Pasta Flyer, cucina dal vecchio mondo “at light speed”, preannunciata sul sito dell’attività da un inconfondibile fotogramma in bianco e nero degli anni Cinquanta, con la Vespa per la gita fuoriporta. Al Greenwich Village i lavori per l’apertura del primo punto vendita, attesa per la primavera 2017, sono già cominciati. E lo chef sa il fatto suo, dopo anni di indagini e analisi di mercato per centrare un format già nei piani dal 2014 (quando lo chef testò il gradimento del pubblico con una serie di pop up ispirati ai ramen bar, tra fusilli gluten free con crema di porcini e tartufo  e  lasagne vegetariane), e ora tutti lo attendono al varco per capire se riuscirà a portare nella città del fast food – una dimensione ormai particolarmente appetibile per tanti chef – la prima catena di qualità dedicata alla pasta, servita al dente e condita con ingredienti di qualità. Poche le indiscrezioni trapelate finora, una di grande interesse: da Pasta Flyer Ladner proporrà agli americani diversi formati del pastificio Felicetti. E grazie alla messa a punto di uno speciale sistema di cottura la pasta sarà pronta per essere servita in circa 15 secondi. Fantascienza? Per ora c’è la benedizione di Batali, tra qualche mese sapremo se il pasta bar di Mark Ladner sarà un successo. 

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www.pastaflyer.com

a cura di Livia Montagnoli