Il progetto promosso dal Comune rientra nell'ambito della Food Policy varata l'anno scorso e riunisce bar e tavole fredde che proporranno piatti salutari per la pausa pranzo di un milione di milanesi che ogni giorno sono costretti a mangiare fuori casa. Ecco come funziona. 

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Food Policy ed educazione alimentare

È di qualche mese fa la notizia della guerra al sale intrapresa dall’amministrazione di New York, che a seguito dei provvedimenti mirati a diminuire l’introito di zuccheri e grassi al ristorante per contrastare il crescente tasso di obesità, obbligava le insegne della Grande Mela a segnalare sul menu la presenza di alimenti ad alto contenuto di sale. E così molte carte della città si sono popolate di piccole icone che la saliera della scandalo la raffiguravano all’interno di un segnale di pericolo. Uomo avvisato, mezzo salvato. Ora anche Milano, nel suo piccolo, propone un’iniziativa che vuole tutelare la salute e il benessere di chi è costretto a pranzare fuori casa tutti i giorni, circa un milione di persone secondo le ultime stime. Il progetto rientra nella Food Policy varata dal Comune di Milano e prevede un accordo con Ats (ex Asl) per segnalare bar, tavole fredde ed esercizi commerciali che aderiscono alla sperimentazione di Pasto Sano – Healthy Meal. Le insegne coinvolte si impegnano a inserire in menu piatti salutari sul modello di un’esperienza già intrapresa dalle attività partecipanti alla cosiddetta Sosta in salute, che promuoveva soprattutto la diffusione di alimenti protettivi nei confronti di malattie croniche degenerative. E così facendo valorizzano il Patto per Expo sottoscritto dalle associazioni di categoria con il Comune. Ma come approfittare dell’ultima iniziativa?

La pausa pranzo salutare

Le informazioni saranno presto disponibili su un portale online di riferimento, mentre ogni esercizio aderente esporrà il logo del progetto Pasto Sano perché il consumatore possa immediatamente individuare bar e tavole fredde che propongono alternative a basso contenuto di sale, zuccheri e grassi ridotti all’osso; e quindi piatti che valorizzino i principi della dieta mediterranea che ha reso l’alimentazione italiana celebre nel mondo. Dal canto suo, il Comune sosterrà gli esercenti che decidono di prendere parte all’iniziativa fornendo loro materiale informativo e consulenze. Compirà anche un monitoraggio a campione tra gli aderenti per verificare che venga rispettato il disciplinare sottoscritto. Anche questa è educazione alimentare. E la proposta integrata della Food Policy varata a Milano sul finire del 2015 in ricezione degli stimoli messi sul piatto da Expo si conferma ancora una volta vincente. E soprattutto concreta, dalle licenze concesse agli operatori street food di qualità al rilancio dei mercati cittadini (Suffragio e Lorenteggio in testa), agli incentivi per il riciclo alimentare. Auspicando che si continui così.