Inizia dalla metropoli coreana la strategia di internazionalizzazione dello storico tempio della gastronomia meneghino fondato nel 1883. Uno spazio di settecento metri quadri progettato dall’architetto milanese Alessandro Scandurra per esportare uno stile di vita dedito al buon gusto. Il Lotte World Mall ospita spazi di vendita, aree per la degustazione e la consumazione e una sofisticata enoteca elettronica.
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IL PALCOSCENICO DELLA GASTRONOMIA ITALIANA NELLA TORRE DI SEUL

Lui è Alessandro Scandurra, 40 anni, milanese, architetto. A lui si deve la progettazione dell’Expo Gate, simbolo dell’imminente Esposizione Universale nel cuore di Milano, a lui è stata affidata la realizzazione dello spazio Peck a Seul, dove ha cercato di ricreare a modo suo l’identità meneghina.
Peck, simbolo milanese dell’eccellenza gastronomica e enologica italiana, arriva anche al sesto piano del complesso commerciale di Lotte Group, nella torre della metropoli coreana in cui Scandurra è stato incaricato di progettare ogni dettaglio del food-department. E lui, come ha dichiarato al Corriere della Sera, ha subito compreso che per esportare un prodotto – e celebrarne l’esclusività – sarebbe stato necessario esportare uno stile di vita, l’atmosfera che si respira per le vie dello shopping milanese.
È nato così un palcoscenico di lusso per cibo pregiato e esclusivo, dove a ciascuna area di vendita è associato uno spazio per la consumazione-degustazione. Mentre al centro del negozio sorge l’area informativa, uno spazio educativo che racconta la tradizione gastronomica italiana attraverso le parole esperte del personale di Peck.

PECK ALLA CONQUISTA DEL MERCATO ESTERO

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Il Lotte World Mall di Seul ospita così, dallo scorso novembre, l’unica “succursale” della storica istituzione milanese della gastronomia fondata nel lontano 1883 in via Spadari. Finora Peck aveva aperto all’Estero solo alcuni corner di dimensioni limitate, presenti in Giappone da 26 anni.
Ma nel grande complesso commerciale, che presto vedrà completata la realizzazione di una torre di 123 piani, lo store meneghino può contare su uno spazio di 700 metri quadri (contro i 1200 aperti al pubblico a Milano) che anticipa la strategia di internazionalizzazione che l’azienda intende perseguire, proprio a partire dall’Estremo Oriente: prima in Cina, poi negli Emirati e negli Stati Uniti.
Per ora lo spazio coreano può contare su qualche corner innovativo (come l’area per la regalistica della frutta, molto apprezzata in Corea) e su un sistema computerizzato molto sofisticato che aiuta i clienti nella scelta dei vini, offrendo loro una vera e propria enoteca elettronica.