Dall’agnello alle torte salate, un pranzo di Pasqua d’autore è possibile anche in tempo di quarantena. Ecco cosa preparare per celebrare la festività.
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Ormai è ufficiale: le restrizioni dovute al Covid-19 sono state prolungate e Pasqua e Pasquetta saranno celebrate in casa Ma la situazione di emergenza e lo stato di quarantena, per quanto psicologicamente difficili e stressanti, non devono compromettere il desiderio di festeggiare la Pasqua. Anzi, è in momenti come questi che bisogna cercare di mantenere lucidità e ritrovare quello spirito gioioso che contraddistingue le festività della Penisola che, come sempre, si svolgono attorno alla tavola. Cucinare un buon pranzo, infatti, può aiutare a sentire meno la mancanza dei propri cari, dando una parvenza di normalità anche in un periodo così peculiare. Ecco quindi qualche idea per festeggiare la Pasqua in casa, senza cedere alla malinconia.

tortano

La colazione di Pasqua

A Roma – e in gran parte delle regioni del Centro – la tradizione vuole che la giornata di domenica cominci con la colazione di Pasqua, una grande tavola imbandita colma di prelibatezze, dalle uova sode alla torta al formaggio, dai salumi alle torte rustiche. Un banchetto sontuoso con pietanze saporite, che comincia al mattino e prosegue fino all’ora di pranzo, con la classica coratella con i carciofi. Per chi volesse dilettarsi con alcune di queste ricette, ecco come organizzare un una perfetta colazione di Pasqua.

uova decorate

Le uova decorate

Certo, il numero di commensali sarà ridotto, ma quello che sicuramente non può mancare è un bel cestino di uova soda decorate, l’ideale per tenere impegnati anche i più piccoli: emblema della rinascita e della protezione, da sempre fra i doni più utilizzati dai popoli antichi (per i persiani, per esempio, erano segno di benvenuto alla stagione primaverile, celebrata con riti per la fecondità), le uova sode possono essere dipinte con coloranti alimentari o anche tinture naturali ricavate da alcuni ingredienti, come la rapa rossa, gli spinaci, la buccia di cipolla o il caffè che, fatti bollire per qualche minuto, rilasceranno nell’acqua il loro colore. Ma come nasce questa tradizione? Pegno d’amore tra coppie e trofeo per gli sportivi nel Medioevo, bisogna attendere il Trecento perché le uova, rivestite da una foglia d’oro, diventino un regalo tipico della Pasqua, come si legge nei libri contabili di Edoardo I di Inghilterra. A raffinare l’arte della decorazione, Peter Carl Fabergé, orafo alla corte dei Romanov che, su ordine dello zar Alessandro III di Russia, nel 1887 creò delle uova dipinte con smalti e abbellite con pietre preziose, contenenti un gioiello all’interno e diventate in seguito oggetto di collezionismo.

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casatiello

Casatiello e tortano

Il casatiello è una torta rustica tipica della cucina napoletana perfetta per una Pasqua casalinga e con pochi ospiti: se conservata ben coperta in un luogo fresco e asciutto, infatti, si mantiene anche per qualche giorno, assicurando così un antipasto gustoso sia per il giorno di Pasqua che per il lunedì di Pasquetta. Nata nel Seicento e citata, insieme alla pastiera, anche nella favola “La gatta cenerentola” di Giambattista Basile, si tratta di una pasta lievitata ripiena di formaggio e salumi e cotta in forno con tanto di uova intere con guscio in superficie: una preparazione che riprende tutti gli elementi tipici della primavera – formaggi e uova – e li unisce in una sfiziosa torta salata. Ricetta simile è quella del tortano, in cui cambia la disposizione delle uova, che vengono inserite sode e a pezzettini nel ripieno. Per realizzarlo, ecco la ricetta del tortato della pizzeria Capatosta di Recale, in provincia di Caserta.

Torta Pasqualina

Torta Pasqualina

Le torte rustiche sono senza dubbio fra le pietanze più comode da preparare, un po’ per la loro versatilità (nel caso mancasse qualche ingrediente, considerate le uscite limitate per la spesa, la farcia può essere facilmente modificata a piacere con quello che si ha già in dispensa), un po’ perché in grado di conservarsi per più giorni, evitando gli sprechi. La leggenda narra che un tempo le massaie liguri fossero solite sovrapporre ben 33 strati di sfoglia per omaggiare l’età di Cristo, e le prime testimonianze scritte della ricetta risalgono al Quattrocento, quando era nota con il nome di “gattafura”. Oggi è per tutti la torta pasqualina, onnipresente sulle tavole genevosi (e più in generale quelle liguri), e celebra l’arrivo della primavera. All’interno del guscio di pasta sottile, ricotta, bieta, spinaci ed erbe di campo.

focaccia

Pizza e focacce

Focacce, schiacciate, torte salate: insomma, pizze di ogni genere, paste lievitate da gustare in tanti modi, preparazioni perfette per impegnare il tempo e rilassarsi dedicandosi a cotture lente, tempi di lievitazioni e impasti da lavorare con cura. Dallo sfincione siciliano alla schiacciata toscana, passando per fugassa genovese e focaccia barese, sono tantissime le opzioni tra cui scegliere. Per una panoramica completa, ecco le ricette dei professionisti raccolte nella nostra rubrica Resto a casa con le mani in pasta, pensata per farvi compagnia nel periodo di quarantena.

frittata di maccheroni

Ricette con gli avanzi: frittata di maccheroni e panzanella

Via libera alle sperimentazioni, i piatti con cotture e lievitazioni lente, ma non bisogna dimenticare le ricette più povere e semplici, che in un periodo in cui la possibilità di fare spesa non manca ma è sicuramente un po’ ridotta, possono essere di grande aiuto. Quindi sì alla frittata di maccheroni, tipico pranzo da gita fuoriporta fatto con spaghetti avanzati mescolati con uova e formaggio grattugiato e cotti in padella a mo’ di frittata (da non confondere con la frittatina di pasta, un medaglione di spaghetti farciti con besciamella, prosciutto cotto e piselli, panato e fritto, fra gli street food più popolari di Napoli). E poi l’immancabile panzanella, con pane raffermo bagnato nell’acqua, pomodori freschi e tanto buon olio extravergine di oliva (per sceglierne di veramente buoni, ecco come riconoscere un extravergine di qualità). Se c’è del pane fresco (ancora meglio se fatto in casa), naturalmente, spazio a bruschette condite con vari ingredienti.

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L’agnello

Fra i simboli della Pasqua più significativi, l’agnello: il suo legame con la festività è descritto nella Bibbia, in particolare nel racconto della liberazione degli ebrei dalla schiavitù egizia. Prima di mettersi in viaggio verso la Terra Promessa, ogni famiglia di ebrei dovette sacrificare un agnello, segnando le imposte della propria casa con il sangue dell’animale, così che l’Angelo del Signore, giunto nella notte per fare giustizia uccidendo tutti i primogeniti degli egizi, potesse riconoscere le loro abitazioni e risparmiare i figli degli innocenti.

Pastiera napoletana

Nata in Campania ma ormai preparata in tutta Italia, la pastiera è un dolce goloso attorno al quale ruotano moltissime leggende. Fra le più famose, quella della sirena Partenope, simbolo di Napoli e protagonista della fontana di Piazza Sannazzaro, che secondo il racconto popolare emergeva ogni primavera dalle acque per offrire canti alle popolazioni locali. Per ringraziarla, gli abitanti incaricarono sette tra le più belle ragazze dei villaggi intorno al golfo di consegnarle alcuni doni: grano, farina, ricotta, uova, acqua di fiori d’arancio, zucchero e spezie. La sirena portò queste specialità agli dei, che le mescolarono insieme ottenendo una torta. Tante altre le storie circa la nascita della pastiera, la cui versione attuale sembra sia stata messa a punto nella cucina della Chiesa di San Gregorio Armeno.

a cura di Michela Becchi