La tredicesima edizione del più importante concorso oleario internazionale incorona l’Italia regina dell’olio extravergine d’oliva, con ben quattordici medaglie su quindici e un en plein scalfito solo dalla medaglia d’oro per la categoria Biologico andata alla Spagna. Nel siracusano arrivano tre Sol d’Oro, gli altri riconoscimenti distribuiti tra le regioni della Penisola.
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Dopo un’annata difficile come poche la soddisfazione vale doppio. L’olivicoltura italiana esce a testa alta dall’appuntamento con il Sol d’Oro di VeronaFiere, che anticipando Vinitaly premia i migliori oli del mondo e – giunto alla tredicesima edizione – ribadisce il primato dell’Italia.
È soprattutto il piccolo comune siciliano di Buccheri, in provincia di Siracusa, ad aggiudicarsi il titolo simbolico di capitale mondiale dell’olio extravergine d’oliva di qualità, conquistando 3 Sol d’Oro su cinque categorie. Ma più in generale, su quindici medaglie in palio, i nostri connazionali impegnati con l’ultima sofferta campagna olearia portano a casa quattordici riconoscimenti. Un trionfo. Solo la Spagna riesce a insinuarsi nel monopolio tricolore, ottenendo una medaglia d’oro (per l’olio biologico della Finca La Reja di Bobadilla, Malaga) e 19 Gran Menzioni (una Gran Menzione a testa anche per Portogallo e Croazia).
Il piccolo paese di Buccheri, duemila anime nell’entroterra del siracusano, si segnala nelle categorie Fruttato Medio (con l’azienda agricola La Tonda), Fruttato Intenso (con Terraliva) e Monovarietale (con Agrestis) e conquista pure due Gran Menzioni. Completa il quadro dei Sol d’Oro l’Azienda Agricola Pietrabianca di Casal Velino (in provincia di Salerno) che ottiene il primato nella categoria Fruttati leggeri.
Ma c’è spazio anche per altre regioni italiane, come l’Abruzzo e l’Umbria (che sale per la prima volta sul podio) che si spartiscono tutte le medaglie d’argento e di bronzo nelle cinque categorie, tra vecchie conoscenze e new entry.
In totale i campioni sottoposti al giudizio sono stati 238 – molti, nonostante l’avara campagna olearia – in numero pari allo scorso anno, quando però nel computo rientravano anche un’ottantina di oli cileni, e questo soddisfa particolarmente Martino Giorgetti, capo panel di Sol d’Oro, che si è detto piacevolmente stupito della qualità del lavoro portato a termine con l’ultima raccolta, soprattutto sul fronte della produzione biologica, più a rischio per le avverse condizioni climatiche. Gli oli premiati saranno proposti in degustazione durante la kermesse Sol&Agrifood in programma dal 22 al 25 marzo a Verona (in concomitanza con Vinitaly).

I vincitori Sol d’Oro 2015

Categoria oli fruttato leggero:
Sol d’Oro all’Azienda Agricola Pietrabianca di Casalvelino (Salerno) – Campania
Sol d’Argento al Frantoio della Valle di Prezza (L’Aquila) – Abruzzo
Sol di Bronzo all’Azienda Agricola La Selvotta di Vasto (Chieti) – Abruzzo

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Categoria oli fruttato medio:
Sol d’Oro all’Azienda Agricola La Tonda di Buccheri (Siracusa) – Sicilia
Sol d’Argento all’Azienda Agricola Paolo Bonomelli di Torri del Benaco (Verona) – Veneto
Sol di Bronzo alla Soc. Agricola Fonte di Foiano di Castagneto Carducci (Livorno) – Toscana

Categoria oli fruttato intenso:
Sol d’Oro all’Azienda Agricola Terraliva di Siracusa – Sicilia
Sol d’Argento al Frantoio Franci di Montenero d’Orcia (Siena) – Toscana
Sol di Bronzo al Frantoio Gaudenzi di Trevi (Perugia) – Umbria

Categoria oli biologici:
Sol d’Oro alla Finca La Reja s.l. di Bobadilla (Malaga) – Spagna
Sol d’Argento all’Agraria Riva del Garda di Riva del Garda (Trento) – Trentino Alto Adige
Sol di Bronzo all’Azienda Agricola Tommaso Masciantonio di Casoli (Chieti) – Abruzzo

Categoria oli monovarietali:
Sol d’Oro alla Società Agrestis di Buccheri (Siracusa) – Sicilia
Sol d’Argento alla Società Agricola OlioCRU di Arco (Trento) – Trentino Alto Adige
Sol di Bronzo al Frantoio Hermes di Di Mercurio Claudio di Penne (Pescara) – Abruzzo

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