I Consorzi si uniscono nella protesta contro la diffusione affrettata a mezzo stampa del caso Prosecco, relativo al sequestro preventivo di alcune decine di migliaia di ettolitri della campagna in corso. Poi dissequestrate.

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Querelle Prosecco. Cosa è successo

Prima i sequestri, poi i dissequestri. In mezzo, uno tsunami mediatico che qualche danno lo procurerà, anche se ora è difficile da quantificare. Sta di fatto che un controllo di routine da parte dei carabinieri del Nas nelle province di Treviso, Belluno e Venezia ha agitato le acque nel tranquillo mare del Prosecco, distretto che tra Doc e Docg naviga a gonfie vele in Italia e all’estero. Durante le ispezioni, i militari hanno riscontrato diverse irregolarità amministrative ai danni di circa dieci cantine disponendo il sequestro preventivo di alcune decine di migliaia di ettolitri, relativi alla campagna in corso. La notizia, rimbalzata dalla stampa locale a quella nazionale con titoli eclatanti, è diventata subito patrimonio della collettività, tra l’imbarazzo dei Consorzi, i giornalisti in fibrillazione a poche settimane dal caso Sauvignon in Friuli (le analisi sono ancora in corso) e i consumatori indignati che chiedevano chiarimenti. Le due associazioni dei produttori con Stefano Zanette (Doc) e Innocente Nardi (Docg) si sono prodigate a spiegare che si è trattato di contestazioni di tipo “amministrativo e non penale”, che il vino sotto sequestro è“relativo al 2015 e non al 2014” ovvero già imbottigliato e in commercio, che “è normale, come accaduto altre volte, che in casi di discordanze nei documenti di cantina ci sia un sequestro cautelativo” e soprattutto che “la gran parte del vino è stato dissequestrato”.

Lo spauracchio del danno d’immagine

Quello che non va giù ai Consorzi è il modo in cui è stata affrontata la questione: “Forse con un po’ troppa leggerezza” dice Zanette, mentre per Nardi, che esclude la malafede, ci potrebbe essere stato un “fraintendimento tra i giornalisti e le loro fonti”. Il danno di immagine, però, è ciò che preoccupa di più entrambi. E se per Nardi c’è una possibilità che il Consorzio decida di intraprendere un’azione legale a tutela della Docg, per Zanette occorre buon senso e più attenzione a manipolare certe informazioni. Soprattutto se si tratta di vini sulla cresta dell’onda, come il Prosecco. Anche questo, come fa notare Nardi, è “il prezzo del successo”.

a cura di Gianluca Atzeni

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