Prosecco - Russia, non solo export. Con 8 milioni di euro l'imprenditore pietroburghese Dragan completa l'acquisizione di Contarini vini

30 Apr 2014, 12:54 | a cura di Saverio De Luca
Dal 7 maggio il 70% della nuova società sarà della casa spumantistica Igristie Vina. Nessun problema, per il Consorzio del Prosecco Docg, l'ingresso dei russi in Contarini non è negativo. L'interesse delle grandi compagnie russe per le imprese europee è cresciuto proprio negli anni della crisi economica.
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Si completerà il 7 maggio l'acquisto della "Contarini vini e spumanti" da parte della casa spumantistica Igristie Vina, guidata dall'imprenditore Vasily Dragan, leader del mercato russo con ricavi per 105 milioni di euro nel 2012. L'azienda trevigiana, grazie al concordato preventivo del luglio 2013 disposto dal Tribunale di Treviso, ha evitato il fallimento. Il capitale della nuova società sarà per il 70% in mano all'azienda di San Pietroburgo, per il 20% in quelle dell'imprenditore spagnolo Antonio Cala Moreno (che sarà il presidente) e per il 10% della Cantina sociale di Ormelle. Ammonta a 8,5 milioni di euro la cifra pagata per l'operazione, su un debito aziendale stimato in 20 milioni di euro. La Contarini (che aveva 43 dipendenti, di cui 38 già riassunti) è una delle maggiori aziende del Prosecco superiore e del Prosecco Doc (24 milioni di bottiglie nel 2012) e sul mercato russo ha esportato 500 mila bottiglie. "Commette un errore chi pensa che noi abbiamo acquistato per rivendere a un prezzo più alto", dice a Tre Bicchieri il vicepresidente Artiom Petkov: "Non vogliamo dirottare alcun ramo produttivo. Il nostro è un progetto a lungo termine, approvato dall'assemblea dei creditori, che vogliamo sviluppare. Le potenzialità ci sono e consolideremo sul mercato la Contarini prima di tutto come azienda italiana. La scelta della cantina di Ormelle ne è la prova".
Per il Consorzio del Prosecco Docg, l'ingresso dei russi in Contarini non è negativo: "Nessun problema" rileva il direttore Giancarlo Vettorello "nel momento in cui qualcuno si dimostra interessato e viene qui per lavorare nel segno della qualità e dello sviluppo della denominazione. Inoltre, quello russo è attualmente uno dei mercati obiettivo e chi lo conosce bene parte in vantaggio". Sui volumi complessivi di Docg esportati, la Russia occupa il 2,9% (dato 2012) e negli ultimi anni gli incrementi sono stati rilevanti: da 400 mila a 800 mila bottiglie vendute per 3,3 milioni di euro (+104%) con 21 aziende operanti su questa piazza. "I valori crescono più dei volumi" aggiunge Vettorello "ma conosciamo anche l'estrema variabilità di questo mercato, che per ora definiamo profittevole, e suoi relativi ostacoli burocratici". Nel 2013, l'Italia ha esportato in Russia 146 mila ettolitri di spumanti (+28,7%) per 90,7 milioni di euro (+53,1%). Allo stesso tempo, l'interesse delle grandi compagnie russe per le imprese europee è cresciuto proprio negli anni della crisi economica. Ladoga, azienda di San Pietroburgo, ha in portafoglio la francese Favraud, le distillerie spagnole Bodegas el Cidacos e Bodegas camino real Spain e, in Repubblica Ceca, la Fruko-Schulz che produce liquori. La Russian standard possiede in Italia il 95% del capitale di Gancia. La Arbau Druso è proprietaria in Francia di Chateau d’Avize, produttore di champagne.

a cura di Gianluca Atzeni

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