Vola l'export soprattutto per il dato degli Stati Uniti e anche la produzione torna a crescere, come il fatturato complessivo. E sono tanti gli enoturisti che arrivano a Montalcino trainati dal successo del Brunello nel mondo, come gli imprenditori italiani e stranieri interessati a investire nelle aziende vinicole locali.
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Finita l’edizione 2015 di Benvenuto Brunello, i produttori di Montalcino si fregano le mani per la soddisfazione: l’annata 2010 continuerà a far volare l’export che ormai ha raggiunto il 67,5% della produzione. Da soli gli Usa assorbono il 30%, seguiti dall’Europa con in testa Uk, Germania e Svizzera mentre Hong Kong prima di tutto e poi Cina, Giappone, realizzano il 15%. Anche il Canada consolida le sue posizioni con 12% e così pure Centro e Sud America con l’8%. Il restante 15% è spalmato su tanti altri mercati, dove sino a qualche anno fa, il Brunello nemmeno arrivava.
Non va bene solo l’export ma anche la produzione torna a crescere. Nel 2014 le bottiglie di Brunello immesse al consumo sono state 13.19 milioni (+3,60 rispetto al 2013) così suddivise 8,4 milioni di Brunello (+4%), 4,5 milioni di Rosso (+5%), 260 mila di Sant’Antimo e 33 mila di Moscadello. Il fatturato complessivo, nel frattempo, ha toccato i 168,25 milioni di euro segnando +2% rispetto al 2013.
Il successo del Brunello nel mondo ha portato a Montalcino oltre 1 milione di enoturisti (+17,5% di pernottamenti e +16,5% di presenze) con un giro di affari che ha superato i 30 milioni di euro. Benvenuto Brunello prossimamente sarà esportato in Canada e poi a Prowein a Düsseldorf e naturalmente a Vinitaly a Verona. Con il progetto Top of the Dop, Brunello e Franciacorta, a maggio saranno in Germania e a luglio in Uk. Poi sarà la volta di Vinexpo e poi ancora Benvenuto Brunello in Giappone, all’International Wine&Spirits Fair a Hong Kong e Prowein China a Shanghai.
Cresce la fama del Brunello e crescono anche le richieste di acquisto delle aziende vinicole sia da parte di imprenditori italiani che stranieri. In questi giorni stanno continuando le trattative per la cessione dell’azienda Cerbaiona di Nora e Diego Molinari, uno dei più noti marchi della zona, ad opera di un gruppo romagnolo già operante nel settore vinicolo. Ma sono numerose le offerte esistenti presso le immobiliari sia locali, sia nazionali. Per un’azienda di 12,7 ettari, comprensiva di casale del 1600, cantina e vigneti di Brunello (3,2 ha), Rosso di Montalcino (2,4 ha) e Sant’ Antimo (2 ha), la richiesta è di euro 11,4 milioni di euro.

a cura di Andrea Gabbrielli