Partita nel 2012, l’iniziativa transfrontaliera che coinvolge Sicilia e Malta è finalizzata a produrre energia pulita e a costo zero a cominciare dalla vendemmia 2015. Questo attraverso il fotovoltaico e l’immagazzinamento del calore, ma anche con additivi ottenuti dagli scarti della vinificazione, che miscelati con il gasolio farebbero diminuire la CO2.
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Partiranno il prossimo anno a Malta le sperimentazioni del progetto ViEnergy-Vigna energetica, che consentiranno di usare il calore per la produzione del freddo e la refrigerazione delle cantine. L’iniziativa, partita nel 2012 e finanziata con circa 1,4 milioni di euro (suddivisi tra Sicilia e Malta), nell’ambito del programma operativo Italia-Malta 2007-2013, servirà a determinare dalla vendemmia 2015 il modo più conveniente per produrre energia pulita e a costo zero.
Due i sistemi da valutare: il primo, che usa il fotovoltaico per generare elettricità; il secondo, che immagazzina calore mediante collettori per riscaldare acqua e ammoniaca e produce freddo.
Un secondo filone di ricerca, riguarda polifenoli e flavonoidi dei vini maltesi (la cui produzione è di circa 4 milioni di bottiglie). Nell’isola, il clima, secondo gli esperti dell’università di Malta, favorirebbe una maggiore produzione. Un’arma in più per i vini maltesi che stanno puntando a uscire decisamente dai confini interni per affacciarsi, come già fanno, sui mercati internazionali.
Nell’ambito dello stesso progetto, a Marsala, sono partiti i test sui bus (con motori Euro 2). Gli additivi ottenuti dagli scarti della vinificazione, saranno utilizzati nelle miscele di gasolio e metano. Secondo alcuni studi l’etanolo impiegato in miscela col diesel fa diminuire la CO2.