Porte aperte agli chef in arrivo da Siria, Costa d'Avorio, Sri Lanka e Iran come rifugiati, costretti a scappare dalla guerra per ricostruirsi una vita in Europa. E dal 17 al 21 giugno Parigi si riscopre capitale dell'integrazione a tavola. Un'opportunità per scoprire piatti insoliti e sapori nuovi. 

Pubblicità

Il festival dell’integrazione

Prostrata dall’ultimo terribile anno di stragi di matrice terrorista, Parigi è pur sempre una capitale che della multiculturalità e dell’integrazione ha fatto la propria bandiera; ed è certamente tra le capitali del mondo più devote ai piaceri della buona tavola. Dal 17 al 21 giugno, in occasione della giornata mondiale dei rifugiati prevista per il 20 del mese, la città ospiterà la prima edizione del Refugee Food Festival, organizzato da Food Sweet Food con la collaborazione di Unhcr. All’iniziativa hanno aderito molti ristoranti della scena gastronomica parigina, che per qualche giorno apriranno le porte delle proprie cucine a chef (famosi e non) in arrivo da Siria, Costa d’Avorio, Sri Lanka e Iran che in Francia sono stati accolti come rifugiati, perché proprio l’incontro a tavola possa celebrare un gemellaggio di culture e tradizioni molto diverse tra loro. Per dimostrare una volta di più che l’interazione culturale può essere una grande opportunità per la scena gastronomica delle città occidentali, che dalla diversità possono prendere spunto per arricchirsi di nuovi sapori, spezie, prodotti e tecniche culinarie. Alla manifestazione partecipano dieci realtà cittadine pronte ad accogliere sette chef professionisti costretti a scappare dal proprio Paese d’origine, che per cinque giorni presenteranno ai commensali una cucina insolita.

 

Le realtà coinvolte

Tra le insegne coinvolte anche un bistrot molto particolare, aperto qualche mese fa per incentivare il recupero di scarti alimentari nelle cucine professionali, dando atto a un’esigenza particolarmente sentita oltralpe, dove all’inizio del 2016 è stata varata una legge severa per la riduzione dello spreco alimentare. E proprio al Freegan Pony, come si chiama quella chi i fondatori definiscono “la prima mensa freegan d’Europa” si svolgerà la cerimonia inaugurale del festival.

Pubblicità

Così la cucina che ogni giorno si attiva per ideare un menu realizzato con cibi e prodotti di recupero, per una sera vedrà muoversi dietro ai fornelli Mohamad, uno chef siriano molto celebre in patria per la partecipazione a un programma tv sulla gastronomia e oggi in fuga dal suo Paese. Anche perché, come ci tengono a ribadire gli organizzatori del festival, spesso dimentichiamo le competenze pregresse dei migranti costretti a lasciare il proprio Paese per motivi di guerra, costretti ad abbandonare posizioni lavorative ottenute con studio e talento. Anche in cucina. E i benefici dell’iniziativa arrivano per tutti: sarà la festa della buona tavola, dei prodotti della terra, dell’artigianalità, del talento, della convivialità. E l’ennesima dimostrazione che Parigi ha voglia di vivere. All’insegna della tolleranza e dell’inclusione sociale.

 

Refugee Food Festival | Parigi | dal 17 al 21 giugno | Per scoprire i ristoranti partecipanti www.refugeefoodfestival.com