René Redzepi in Australia. Un nuovo pop up per il Noma, che nel 2016 si trasferisce a Sydney

28 Lug 2015, 12:32 | a cura di Livia Montagnoli

Dieci settimane in quel continente australiano che è sempre più lanciato nel panorama dell'alta ristorazione internazionale. Il Noma, e tutta la sua brigata, arriveranno nel porto di Sydney il prossimo gennaio: da lì Redzepi avrà modo di scoprire nuovi ingredienti e tradizioni. 

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René Redzepi deve averci preso gusto. Dopo la trasferta a Tokyo, che lo scorso inverno ha portato il Noma di Copenaghen (e tutta la sua brigata) all'interno dell'Hotel Mandarin Oriental della metropoli giapponese, lo chef danese ci riprova in Australia, dove resterà per dieci settimane per godere dell'estate dell'emisfero boreale e soprattutto arricchire ulteriormente il ventaglio di suggestioni, sapori, ingredienti che uno chef sempre proteso alla sperimentazione come lui ha bisogno di scoprire in giro per il mondo.

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Il pop up australiano aprirà i battenti il prossimo gennaio nel nuovo quartiere di Barangaroo, nel porto di Sydney. E si nutrirà del dialogo con un territorio che sembra affascinare l'alta ristorazione internazionale, se pensiamo che Heston Blumenthal – molto noto a quelle latitudini – ha deciso di aprire un avamposto permanente del Fat Duck proprio in Australia, dopo la sua esperienza con il temporary restaurant di Melbourne (che sta per concludersi).

Anche Redzepi, come il celebre chef inglese, è rimasto colpito dalla biodiversità australiana e dalle svariate possibilità gastronomiche offerte da una gamma di materie prime e ingredienti molto vari che gli garantiranno un nuovo approccio alla cucina. Prospettando così ai commensali l'opportunità di scoprire un inedito Redzepi, che d'altronde ha sempre dimostrato coraggio nella selezione e nell'accostamento di ingredienti inconsueti, anche di fronte a nuove sfide. Come l'ultima avventura di Gelinaz (improntata su un intrigante scambio di ristorante sulle rotte internazionali) che lo scorso 9 luglio l'ha portato nella cucina del Nahm di Bangkok, protagonista di una cena ideata a partire da ingredienti locali, tra noci di cocco e fiori di gelsomino, tamarindo e mango.

Ad attenderlo, a Sydney, ci sarà ancora quel prolifico dialogo col mare che lo accompagna ogni giorno a Copenaghen. Oceano Pacifico o Mar Baltico cambia poco. O forse no?

 

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