Come ogni anno il sito internazionale di architettura e design stila una classifica di merito per le insegne della ristorazione più accattivanti e innovative sul fronte dell’interior design. E nel 2016 tra i premiati c’è pure il progetto di Daniela Colli nella stazione di Firenze, che per Vyta rende omaggio al razionalismo di Giovanni Michelucci. 

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Design al ristorante. Il primato di Milano nel 2015

Un anno fa Milano faceva il pieno di riconoscimenti grazie all’intraprendenza di architetti e interior designer illuminati, chiamati a raccontare lo spazio di ristoranti e locali del settore gastronomico secondo una prospettiva originale e accattivante per il cliente, in coerenza con l’offerta e la filosofia dell’insegna. E Designboom – celebre sito di architettura, design, tecnologia, arte che ogni promuove 10 insegne meritevoli di finire in copertina, tra ristoranti e bar, senza stilare classifiche di merito, ma solo regalando tanta visibilità alle realtà menzionate nella lista – incoronava proprio la creatività e il dinamismo della piazza meneghina riservando alla città ben tre piazzamenti su dieci tra gli indirizzi d’autore di tutto il mondo: il Bar Luce di Wes Anderson alla Fondazione Prada, il capannone industriale di Carlo e Camilla in Segheria, il lavoro di ricerca su materiali di pregio e atmosfere d’antan che Roberto Baciocchi concretizzava nella restyling della Pasticceria Marchesi – in Prada – di via Montenapoleone, che qualche mese fa si è replicato con esito ancor più sorprendente negli spazi in Galleria, dove lo storico brand della pasticceria milanese ha inaugurato un nuovo, ambizioso punto vendita. Acqua passata, ma apprezzamento ancora ben circostanziato agli occhi di chi ogni giorno può godere di questo riuscito connubio tra funzionalità, originalità e autorialità degli spazi, tanto per ribadire che pure le insegne della ristorazione meritano un approccio innovativo e consapevole sin dalla progettazione degli interni.

La top 10 2016 di Designboom. C’è anche Firenze

La top 10 di Designboom arriva puntuale a ricordarcelo, con una nuova decina che tiene conto proprio “dell’accresciuta importanza dell’interior design nella valorizzazione del contesto e della storia del locale, ora più che mai con la complicità dei social media che catturano e rimbalzano in rete l’immagine di uno spazio”, come si legge nella nota introduttiva alla lista del 2016. E se l’anno scorso l’Italia aveva giocato il ruolo del leone, stavolta ci si “accontenta” di una sola menzione speciale, che pure su una selezione di poche insegne in tutto il mondo è un risultato degno di nota. A competere con strampalati esperimenti d’autore – come la “farmacia” di Damien Hirst a Londra – e il design rigoroso ed essenziale di una caffetteria d’autore a Praga, c’è pure l’azzardo in stazione di Daniela Colli, che per Vyta Santa Margherita ha ridisegnato uno dei tanti spazi restituiti ai pendolari di Santa Maria Novella e alla città di Firenze negli ultimi mesi. Per l’importante snodo ferroviario del capoluogo toscano, infatti, i mesi passati sono stati forieri di un meritato restyling che ha strappato buona parte della struttura – e dello spazio circostante – al degrado in cui versava da qualche anno a questa parte: tante le nuove insegne inaugurate nell’orbita della stazione, altrettanti i progetti coraggiosi.

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Un bar d’epoca in stazione

Come il piccolo bar-scrigno con bakery ricavato dove un tempo sorgeva la sala d’attesa della prima classe, nella galleria di testa, a pochi metri dai binari. Nella definizione del concept si è fatto grande uso di materiali di pregio – tra marmi verdi e finiture in rame – che strizzano l’occhio all’art deco e rendono giustizia alla memoria della stazione, progettata negli anni Trenta dal geniale architetto razionalista Giovanni Michelucci. Il risultato, giocato sulla teatralità, si muove in equilibrio tra il decorativismo di certe soluzioni, il rispetto delle parti storiche, come le boiserie d’epoca o il soffitto a travi in legno e vetro, e il dispiego di mezzi tecnologici a vantaggio della funzionalità e della fruizione piacevole dello spazio. Tra gli altri progetti, tengono testa alla bakery fiorentina il ristorante con farmer market e galleria d’arte nella campagna a Sud-Ovest della Cina (studio Zhaoyang per Chaimiduo), il ristorante francese Nacree di Tokyo a cura di Kengo Kuma, che disegna lo spazio con tubi trasparenti, la già ricordata Pharmacy 2 alla galleria di Newport di Damien Hirst con ma cucina di Marc Hix. E poi lo spazio “tatuato” di Vincent Coste per il ristorante giapponese Koi di Aix-en-Provence e lo stile scandinavo contemporaneo di 108, side project di Renè Redzepi aperto accanto al Noma di Copenaghen.

 

Qui la lista completa

 

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a cura di Livia Montagnoli