Sos siccità: a rischio fino al 25% dei vigneti californiani

26 Lug 2014, 14:20 | a cura di Livia Montagnoli
Troppe poche piogge e i fiumi da cui si approvvigionano molte aziende non garantiscono l’acqua. A risentirne è soprattutto la Central Valley, con perdite per 810 milioni di dollari. Unica soluzione: utilizzare le acque del sottosuolo per rimpiazzare il 75% delle risorse idriche superficiali.
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Se la Francia in queste settimane si ritrova con i vigneti sott'acqua, la California deve affrontare il problema opposto: troppe poche piogge e vigneti a secco. Secondo l'ultimo rapporto dell'University of California, l'agricoltura sta attraversando il periodo peggiore in tema siccità, con danni di oltre due miliardi di dollari. Da anni, infatti, ifiumi da cui si approvvigionano molte aziende agricole sono quasi prosciugati e l'unica soluzione è ricorrere alle acque del sottosuolo. Si stima che, per questo motivo, tra Central Valley, Coast Central e Southern California 428 mila ettari di terre coltivate (circa il 5%) sta andando fuori produzione. In particolare in Central Valley – la zona più colpita – le perdite previste sono di 810 milioni di dollari. E a quanto pare il fenomeno, al di là delle condizioni meteo, non si arresterà fino al 2015. Ma il California Department of Food and Agriculture, che ha co-finanziato la ricerca dell'Università, assicura che l'acqua presa dal sottosuolo dovrebbe riuscire a rimpiazzare il 75% delle risorse idriche superficiali che si sono prosciugate. E intanto le aziende californiane, che già si approvvigionano dai bacini sotterranei, aumenteranno il ricorso a questi dal 30 al 51%. Rimangono, tuttavia, le preoccupazioni dei viticoltori. “Per un vitigno ci vogliono due anni per dare i suoi frutti” dice Mark Matthews, docente di viticoltura presso l'Università della California, Davis “quindi la siccità di quest'anno potrebbe devastare le colture per il raccolto successivo. Se le viti rimarranno troppo asciutte potrebbero iniziare a morire o comunque non genereranno le gemme necessarie per il 2015”. Se così fosse nei prossimi anni si potrebbe assistere ad una riduzione delle vigne del 25%.

L.S.

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