Spumanti. Export in crescita e consolidamento delle vendite interne. Ma il sistema ha ancora punti deboli

14 Gen 2015, 16:59 | a cura di Livia Montagnoli
È Domenico Zonin, presidente di Uiv a tracciare un bilancio del settore che ambisce a compiere il salto necessario per soddisfare le richieste crescenti del mercato estero. E il metodo Classico è ancora troppo orientato alla vendita interna, mentre si difendono gli spumanti metodo Charmat.
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C’è attesa per la chiusura del bilancio 2014 del settore spumanti che, secondo Domenico Zonin, presidente di Uiv, sarà di “moderata soddisfazione”, visti i numeri registrati nei primi otto mesi: consolidamento delle vendite interne e incremento nell’export, con +21,7 in volume e +16.4 in valore,soprattutto in Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Russia, Svizzera, Giappone e Cina. Proprio quei mercati stranieri che, come sottolinea Zonin, sono interessati sempre più al nostro prodotto di qualità, ma verso cui il comparto spumantistico italiano sembra ancora non strutturato organicamente in vista di quel “salto inevitabile” per il quale c’è bisogno di “coesione e determinazione”.
I vini spumanti” sottolinea Zonin “soffrono di una dicotomia commerciale significativa. Dall’elaborazione dei nostri dati interni, infatti, risulta evidente come il metodo classico (Franciacorta, Trento, Alta Langa, Oltrepò Pavese) sia ancora troppo orientato al mercato italiano rispetto ai vini prodotti con metodo Charmat (Prosecco, Asti) che, invece, trovano all’estero grande spazio, e non solo per la politica del prezzo, facendo registrare numeri molto importanti”.
E se da un lato il mercato italiano resta “fondamentale per le nostre aziende, per le quali rappresenta circa il 50% del fatturato, ma anche per il sostegno della cultura della qualità radicata da sempre nelle nostre terre” è anche vero che il comparto vitivinicolo “soprattutto in questa congiuntura economica ha l’obbligo di guardare oltre confine” avverte Zonin “per ampliare le possibilità di far conoscere tale cultura a un pubblico sempre maggiore e offrire più opportunità anche alle imprese che in Italia non trovano sbocco commerciale adeguato, sfruttando al meglio le risorse previste dalla misura promozione Paesi terzi dell’Ocm vino”.

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