Iniziano le scommesse sulle nuove mode della ristorazione italiana. The Fork punta sui ristoranti africani, modello in ascesa e tutto da sperimentare. 

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È stato l’anno di Expo2015, dell’apertura di tanti locali dalle diverse offerte gastronomiche, proprio in occasione dell’Esposizione. È stato l’anno di Milano, che si è arricchita di bar, temporary restaurant e molto altro per accogliere turisti da tutto il mondo. Ed è proprio Milano la città selezionata da The Fork, la piattaforma per prenotazioni di TripAdvisor, per la nuova sede italiana.

Ristorazione 2015: la resa dei conti

Ma il 2015 è stato anche l’anno dell’onda lunga di Expo, di tutto quello che la manifestazione si è lasciata alle spalle, da novembre in poi. Bésame Mucho, per esempio, il ristorante del padiglione Messico da poco aperto in piazza Alvar Aalto. Mentre sul versante nazionale i dati raccolti da The Fork parlano chiaro: sono 4500 ristoranti affiliati in Italia, aperti a partire da febbraio; e le aspettative per il 2016 crescono di ben 4 volte.

L’anno che si è da poco concluso ha visto crescere l’interesse per i sapori esotici e per le cucine internazionali. La cucina asiatica, in particolare quella giapponese creativa, ha dominato la scena. Così come lo street food, che strizza sempre più l’occhio a quello di stampo americano. È l’hamburger il re indiscusso dei format gastronomici del 2015, declinato in diverse varianti, da quella gourmet alla più tradizionale. Un ruolo fondamentale lo hanno inoltre giocato le proposte vegane, gluten free e tutte quelle che vanno incontro alle diverse esigenze alimentari, dalle scelte di vita come il vegetarianesimo alle allergie come la celiachia, sempre più diffuse fra i consumatori.

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Le previsioni per il 2016

È un mercato dinamico, il ristoratore deve stare al passo con i tempi e continuare ad evolversi”, ha commentato Almir Ambeskovic, manager italiano di The Fork. I dati Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) mostrano una crescita del 3,3% nel mercato della ristorazione italiana. “Abbiamo visto, soprattutto nella seconda metà del 2015, un certo interesse verso la cucina africana, che potrebbe essere la vera sorpresa dell’anno nuovo”.

Una cucina ancora tutta da scoprire, sperimentare, gustare. In generale i sapori di terra, quelli più dipendenti dalla natura selvaggia, sono in procinto di arrivare sulle nostre tavole, naturalmente con qualche rivisitazione in chiave gourmet. Non mancheranno gli abbinamenti ai prodotti nostrani e i tentativi di cucina fusion. Per ora, attendiamo con ansia le prime aperture dell’anno, quelle più interessanti e originali, che si tratti di alta cucina, street food, gastronomia italiana o estera.

 

a cura di Michela Becchi

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