Si potranno acquistare i prodotti delle imprese del circuito di Campagna Amica e Fai, approfittare dell’offerta ristorativa, frequentare laboratori didattici e lezioni di cucina. Si parte nella località portuale del Lazio, poi Roma e un modello replicabile.
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Coldiretti come Eataly

Eccellenze dell’agroalimentare made in Italy, servizio di accoglienza e offerta ristorativa distribuita nell’arco dell’intera giornata. Forse la formula vi ricorda qualcosa? Non parliamo della prossima apertura di Eataly – che pure è attesa per la fine dell’anno con un secondo store nel centro di Roma a Piazza Esedra – ma del nuovo progetto di Coldiretti, intenzionato a scendere in campo in schieramento compatto per la promozione di prodotti certificati a km 0 che rappresentano la forza dell’agroalimentare italiano. Stessa latitudine, ancora una volta nel Lazio, sorgerà nello scalo portuale e crocieristico di Civitavecchia, all’interno dell’antico porto romano (designato come nuovo porto turistico) il Terminal del Gusto di Coldiretti, che capitalizza l’esperienza di Campagna Amica in collaborazione con un finanziatore d’eccellenza come Molinari, per offrire una vetrina polifunzionale al made in Italy.

Il Terminal del Gusto. Come sarà

Come anticipa il blog Gugsto, il polo gastronomico (direttamente collegato con le compagnie di navigazione che qui portano ogni anno milioni di turisti diretti verso la Capitale essendo Civitavecchia ormai stabilmente al vertice dei porti mediterranei in questa specializzazione) dovrebbe aprire già a giugno – anche se l’offerta ristorativa si aggiungerà solo in un secondo momento (probabilmente a ottobre) – sul modello già sperimentato con i mercati cittadini: sostenibilità, tracciabilità del prodotto, valorizzazione del prodotto e sostegno ai produttori, scambio diretto con il consumatore.
In vendita tutti i prodotti delle imprese aderenti al circuito di Campagna Amica e Fai (Firmato Agricoltori Italiani), contemporaneamente lanciati in un circuito e-commerce; ma l’attrattiva principale sarà garantita dall’approccio multifunzionale del polo, concepito come una vera meta turistica fondata sulla valorizzazione della cultura enogastronomica.
Quindi promozione della specificità territoriale e tradizioni artigianali direttamente rappresentate nella struttura, laboratori didattici, una scuola di cucina, percorsi tematici, eventi a tema e show cooking. E ovviamente una proposta ristorativa ancora circondata da un alone di mistero: chi arriverà a rappresentare la tradizione italiana a Civitavecchia?

Progetti per il futuro. L’apertura al Circo Massimo

Le prospettive potrebbero rivelarsi molto interessanti se si considera il progetto in cantiere di Coldiretti: replicare con la formula del franchising il prototipo di Civitavecchia, che durante i mesi dell’Expo agirà da test, per verificare il grado di interesse dei mercati internazionali e l’affluenza di visitatori. Con l’idea di esportare il modello anche all’estero.
Ma la prima pietra verso la conquista della scena internazionale sarà posata proprio a Roma, dove è già pianificata l’apertura di un secondo store nel cuore della città, in adiacenza all’attuale mercato di Campagna Amica di San Teodoro, a due passi dal Circo Massimo.

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