The Founder al cinema. Il film sulla vera storia di Mc Donald's: l'ascesa del fast food e il fiuto di Ray Kroc

9 Gen 2017, 11:45 | a cura di Livia Montagnoli

Quella di McDonald's è la storia del successo planetario del fast food, ma pure un esempio senza pari di fiuto imprenditoriale che si muove sull'orizzonte del boom economico americano per sviluppare un modello di franchising multimilionario. Ora un film racconta le vicende di Ray Kroc e il suo rapporto controverso con i fratelli McDonald.  

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Mc Donald's. Dal mito al film

Con 35mila punti vendita nel mondo, Mc Donald's è la catena di fast food più celebre sul globo terrestre. Eppure non molti saprebbero rispondere senza esitazione se interrogati sulla storia di Ray Kroc: all'imprenditore statunitense si deve la fondazione di quello che un giorno sarebbe diventato il regno multimilionario a marchio Mc Donald's. E una storia che prende le mosse dal chiosco di street food di San Bernardino, in California, per incarnare alla perfezione quel concetto di fiuto imprenditoriale che ha plasmato il mito dell'industria statunitense. Tanto da farci un film, devono aver pensato ad Hollywood seppur con un certo ritardo rispetto alle previsioni: insomma, prima di Steve Jobs e Mark Zuckenberg, c'è stato Ray Kroc, l'intraprendente venditore porta a porta di frullatori diventato guru del fast food. E allora dopo The Social Network e Jobs, arriva al cinema The Fouder, pronto a sbancare i botteghini di mezzo mondo. Protagonista indiscusso della pellicola sceneggiata da Robert Siegel, per la regia di John Lee Hancock, sarà Michael Keaton, chiamato a interpretare il geniale imprenditore tra luci e ombre di una storia dove non è tutto oro quel che luccica, al motto di “Corri il rischio, rompi le regole, cambia il mondo”.

Alle origini del fast food. Una storia di capitalismo americano

E poco conta che oggi si moltiplichino i detrattori del brand, accusato trasversalmente di aver sdoganato un modello alimentare scorretto, precursore della società del junk food: quel che il film in uscita anche nelle sale italiane il prossimo 12 gennaio si prefigge di raccontare è l'American Dream di un rappresentante 52enne dell'Illinois durante il boom del Dopoguerra, e del suo incontro con i fratelli Mac e Dick McDonald, che negli anni Cinquanta avevano avviato un'attività di vendita di hamburger nella California del Sud. A lui il merito di aver intuito le potenzialità di crescita di un franchising improntato alla vendita di cibo informale, gustoso e veloce, a partire però dalla catena di montaggio (ribattezzato Speedee System) perfezionata dai fratelli McDonald, ingranaggio collaudato per servire hamburger, patatine, frullati e bibite alla clientela numerosa che affollava ogni giorno il chiosco di San Bernardino. E alla sceneggiatura il compito di tratteggiare alti e bassi di un percorso non sempre in discesa, costellato di figure fondamentali per la riuscita dell'operazione commerciale, a cominciare dal genio della finanza Harry Sonneborn, che per Kroc sviluppa quel sistema di franchising che gli permetterà di strappare il controllo della società ai fratelli McDonald.

Come il fast food ha cambiato il nostro modo di mangiare

La storia inizia nel 1954, nei decenni a seguire gli archi d'oro dell'insegna progettata da Dick McDonald conquisteranno la fama planetaria che oggi ne fa uno dei simboli più celebri del mondo, come all'epoca avevano già intuito i promotori della Pop Art. Nel frattempo, nel 1961, Ray era diventato unico proprietario della società. Ecco perché chi sceglierà di acquistare un biglietto per scoprire le origini del brand deve aspettarsi soprattutto “un film sul capitalismo, e non semplicemente sulla storia dei fast food”, come a più riprese ha ribadito il regista Hancock. E come conferma Robert Siegel: “La genesi di McDonald tocca tutti i grandi temi americani: la cultura dell'auto, gli anni Cinquanta, la crescita delle periferie, i fast food, il capitalismo e l'avidità”. Tenendo conto, però, della portata culturale e sociale dell'avvento del fast food, “che ha influenzato totalmente il modo di mangiare: come, dove e con chi mangiamo”.

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Così mentre in Italia sembra essersi esaurita la vena polemica che ha anticipato l'apertura dell'ultimo discusso punto vendita romano a pochi passi dal Cupolone di San Pietro – una polemica conclusasi con un nulla di fatto che è rimbalzata fin sulla colonne del New York Times – i cinema di tutto il mondo si preparano a divulgare una nuova rilettura delle origini di uno dei più longevi miti dell'industria americana. Intanto ecco una breve anticipazione del film.

 

The Founder | Di John Lee Hancock | dal 12 gennaio 2017 al cinema

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a cura di Livia Montagnoli

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