Dopo mesi di polemiche l’Associazione Vignaioli del Trentino ha preso una decisione definitiva: darà vita a un Consorzio per la promozione del proprio vino. Coinvolte 60 aziende che rappresentano 2,5 milioni di bottiglie.

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La differente visione sull’opportunità di creare una Doc interregionale Pinot grigio è stata solo la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Di fatto, per l’Associazione Vignaioli del Trentino, che a febbraio era uscita dal Consorzio di tutela sbattendo la porta, è scaduto ogni termine. Compreso quello di fine di agosto entro cui erano attese le risposte dai vertici consortili: “Abbiamo capito che non c’è spazio di manovra e quindi abbiamo deciso di dar vita a un Consorzio per la promozione del nostro vino”. L’atto notarile è pronto e le 60 aziende, che rappresentano circa 2,5 milioni di bottiglie, guardano avanti. “Dispiace che dopo vent’anni di strada comune si arrivi a questo” dice il presidente dei Vignaioli, Lorenzo Cesconima sono state mantenute le promesse e non si è voluto dare il giusto valore alla tipicità del prodotto trentino. Quindi nascerà un consorzio che, rispetto all’associazione non profit, consentirà di fare promozione e aprire dei punti vendita collettivi”.

Il primo di questi è già pronto ad Aldeno, nella rinnovata sede, e sarà inaugurato dopo la vendemmia. “Punteremo su eventi locali e incoming di operatori e giornalisti” spiega Cesconi “vorremmo anche mettere a sistema i nostri dati per snellire le pratiche burocratiche e stiamo lavorando a convenzioni coi fornitori, dalle macchine ai fitofarmaci, per migliorare il nostro potere d’acquisto”. La promozione? “Il piano sarà pronto entro l’autunno. E verificheremo se si può attingere ai fondi Psr. Ma siamo pronti anche ad autofinanziarci integralmente”.

 

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a cura di Gianluca Atzeni