Le prime dichiarazioni del nuovo presidente esecutivo della società fondata da Oscar Farinetti. Eataly 2.0 si svilupperà sul modello Luxottica, puntando alla conquista del mercato cinese e indiano e alla quotazione in Borsa. Già nel 2017. 

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Da Farinetti a Guerra. Il passaggio di consegne

E così il passaggio di consegne è stato sancito in via ufficiale. È passato qualche giorno dalla rinuncia di Oscar Farinetti alla presidenza di Eataly, l’idea vincente che ha visto crescere e moltiplicarsi tra le sue mani fino alla conquista del mercato globale. Al suo posto Andrea Guerra, già Ad di Luxottica e consulente del premier Matteo Renzi, che da tempo si aspettava ereditasse le redini dell’azienda e ora, da presidente esecutivo della società, detterà un piano d’espansione serrato, di comune accordo con il fondatore.

Questo si evince tra le righe dell’intervista rilasciata ad Affari e Finanza di Repubblica dal nuovo numero uno di Eataly, che si dimostra combattivo sin dall’esordio. Il piano è quello di varare una Luxottica bis, facendo della bandiera del made in Italy gastronomico nel mondo un cavallo da competizione globale. Intanto si comincerà con le aperture già programmate sotto il regno Farinetti: Monaco di Baviera, poi Mosca (novemila metri quadri) e un nuovo store a New York, all’interno del complesso del World Trade Center. E ancora in America Boston, Los Angeles, Toronto, ma anche il raddoppio negli Emirati Arabi.

 

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Progetti ambiziosi per il futuro

Ma si vola alto, impostando l’obiettivo da raggiungere alla cifra da capogiro di un miliardo di ricavi. Questo perché, rivela Guerra “qui ho trovato un marchio forte e un approccio imprenditoriale. Tutti gli ingredienti che hanno fatto Luxottica grande”. La realizzazione del sogno dovrà passare per il rafforzamento del brand sul mercato sudamericano, ma soprattutto attraverso la conquista della Cina e dell’India: mercati su cui si può lavorare solo come partner locali. E chi meglio di quel Guerra così abile nel creare network di gruppi al tempo di Luxottica? L’ambizione del rinnovato sodalizio si misura nei termini di un’espansione programmata (e piuttosto rapida) che porterà gli attuali 26 punti vendita (tra l’Italia e gli store internazionali) a moltiplicarsi, fino a raggiungere l’obiettivo (possibile) di 100 negozi Eataly, compresi i primi avamposti a Parigi e Londra, che arriveranno presto.

Con Guerra i figli di Farinetti, Francesco e Nicola, e Luca Baffigo, nel ruolo di amministratori delegati. Ma si pensa anche alla quotazione in Borsa: nel 2017 a Milano con Unicredit.