Un progetto ideato nel 2008 continua a riscuotere grande successo di pubblico, portando in carcere i protagonisti della cucina d’autore italiana per affiancare i detenuti nella preparazione di uno speciale menu. L’obiettivo? Duplice: accendere i riflettori su una realtà troppo spesso ai margini della società e devolvere il ricavato delle cene in favore di progetti umanitari. Tanti i volti noti: Cristina Bowerman, Alessandro Dal Degan, Pasquale Torrente, Roy Caceres.
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Entrando nella ben conservata fortezza medicea che connota sin da lontano il caratteristico skyline di Volterra, per un attimo quasi ci si dimentica delle storie di sofferenza che hanno visto sfilare queste mura, estranei alla vita dei detenuti accolti all’interno di questo bell’esempio di architettura militare rinascimentale oggi Casa di Reclusione. Nel 2008 prendeva vita il progetto Cene Galeotte, reso possibile dalla collaborazione tra Unicoop Firenze – che mette a disposizione le materie prime e retribuisce i detenuti che prestano servizio durante le cene – e il Ministero della Giustizia, un’iniziativa dalla forte valenza sociale che negli anni ha continuato a riscuotere successo, riuscendo nel duplice intento di accendere i riflettori su una realtà disagiata attraverso la partecipazione di grandissimi chef e devolvere i proventi delle cene in favore di progetti umanitari coordinati dalla Fondazione Il Cuore Si Scioglie Onlus.
È così che nella cucina della casa circondariale di Volterra si apre un nuovo ciclo di appuntamenti che porteranno in carcere, per lavorare fianco a fianco con i detenuti, le più interessanti firme della cucina d’autore italiana; le cene si protrarranno con cadenza mensile fino al 26 giugno 2015, garantendo al pubblico di partecipare (al costo di 35 euro a persona) ad una serata emozionante all’insegna della buona tavola, quella imbandita dagli chef ospiti grazie all’aiuto di una brigata fuori dal comune. È utile ricordare, per non cadere nella banale retorica, che le passate edizioni hanno garantito a sedici detenuti la possibilità di ottenere un lavoro fuori dal carcere, grazie alla formazione professionale in sala e cucina appresa in occasione dell’iniziativa.
Come sempre molti chef – tra cui Filippo La Mantia, Pasquale Torrente, Alessandro Dal Degan, Cristina Bowerman, Roy Caceres – hanno aderito con entusiasmo al progetto e proporranno agli ospiti una cena servita nella vecchia cappella dell’Istituto da camerieri e sommelier (anch’essi scelti tra i detenuti), assistendo in cucina i carcerati alle prese con la preparazione di un ricco menu. I vini in abbinamento sono messi a disposizione a titolo gratuito dalle cantine coinvolte dalla Fisar di Volterra, che si occuperà anche di coordinare il servizio durante le cene.
Il prossimo appuntamento è per il 24 ottobre con Claudio Vicenzo, chef della Limonaia di Villa Rospigliosi di Prato, ma il programma completo (con i menu) è consultabile sul sito dedicato.

Cene Galeotte | Casa di Reclusione di Volterra, via Rampa di Castello 4, Volterra (PI) | Dal 19 settembre 2014 al 26 giugno 2015, con cadenza mensile | www.cenegaleotte.it