Un nuovo ristorante in Terrazza per la Triennale di Milano, in vista dell’Expo. Finanziato in maniera particolare

2 Ott 2014, 07:21 | a cura di Livia Montagnoli
Sarà uno spazio temporaneo allestito per quattro anni, a partire dalla primavera 2015, nel contesto panoramico progettato da Giovanni Muzio negli anni Trenta, e cercherà di recuperare l’ideale sinergia tra architettura e il verde circostante del Parco Sempione. Il concorso bandito dalla Fondazione premia il progetto dello studio OBR, che realizzerà una serra in vetro da 50 coperti ombreggiata da una grande tenda scenografica; intorno piante aromatiche e uno spazio all’aperto per aperitivi e lunch. Di alto livello la proposta gastronomica. Ma si cercano finanziamenti per coprire i 900mila euro necessari.
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Milano si muove in vista dell’Expo. E la Triennale, coinvolta in prima linea nel grande appuntamento universale, non sta a guardare. È proprio la volontà di rinnovarsi, coinvolgendo milanesi e ospiti internazionali che arriveranno in città nel 2015, o l’anno seguente per partecipare alla XXI Esposizione Internazionale (dal titolo XXI Century Design after Design), che ha spinto la Fondazione a promuovere un bando per realizzare un nuovo ristorante in Terrazza.
Lo spazio all’aperto del Palazzo dell’Arte è stato completamente restaurato, riportando la terrazza panoramica al progetto originario dell’architetto razionalista Giovanni Muzio (che solo in occasione della sfarzosa cena di inaugurazione del 10 maggio 1993 fu adibita a ristorante) e ora è pronto per offrire una proposta gastronomica di qualità.
Così dalla primavera del 2015 e per quattro anni a venire l’ultimo piano della Triennale accoglierà gli ospiti nel ristorante temporaneo con vista su Parco Sempione, il Castello Sforzesco e l’area di Porta Garibaldi, uno skyline unico che rappresenterà la città dell’Expo 2015. Il Palazzo dell’Arte non è nuovo ad ospitare progetti che coniughino la temporaneità dello spazio con risultati non per questo meno brillanti o incisivi, come avvenne nel 1930 con La Casa Elettrica di Figini e Pollini o nel 1973 quando Burri realizzò il Teatro Continuo in occasione della XV Triennale; altri interventi d’autore sono invece ancora lì, progettati per durare nel tempo e coesistere di volta in volta con le installazioni temporanee, come il Teatro Agorà di Italo Rota inaugurato nel 2007.
Al concorso bandito per selezionare un progetto vincitore sono stati invitati a partecipare, nei mesi scorsi, molti studi di architettura, ma si è aggiudicato la vittoria lo studio OBR, Open Building Research (legato alla scuola di Renzo Piano) grazie al suo Hallway/UP/Terrazza Triennale, premiato da una giuria di esperti presieduta da Claudio de Albertis, Presidente della Triennale.
Il nuovo spazio temporaneo è stato pensato per proporre ai commensali un’atmosfera calda ed elegante, che regnerà all’interno della piccola serra immersa nel verde (la sala del ristorante da 50 coperti, articolata seguendo il passo delle campate del Palazzo dell’Arte), cui farà ombra una tenda scenografica; un ascensore panoramico consentirà l’accesso alla Terrazza, dove gli ospiti saranno accolti all’aperto in uno spazio foderato di piante aromatiche, un’area lounge che circonderà il ristorante, per poi spostarsi all’interno della serra. La sera lo spettacolo si farà più suggestivo, grazie a un gioco di luci e immagini evocative che animeranno la grande tenda di copertura.
Un progetto che pur nella sua dimensione effimera appare fin d’ora estremamente ambizioso: non resta che attendere qualche mese per scoprire chi sarà chiamato a rappresentare l’alta cucina italiana in uno spazio simbolico come quello della Triennale.L’obiettivo è affidato alla parole di Claudio de Albertis: “Si tratterà di un ristorante esclusivo ma a prezzi non esagerati e dovrà essere inaugurato entro il 9 aprile del 2015, giusto in tempo per Expo e per l'apertura del nostro Padiglione Art and Food”.
Nel frattempo si cercano fondi per finanziare i costi di realizzazione, stimati a 900mila euro; a questo scopo la piattaforma Terzo Valore di Banca Prossima (che finanzierà un terzo della cifra complessiva) raccoglierà le donazioni online (o prestiti garantiti restituiti in cinque anni), da un minimo di 500 euro.

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