[caption id="attachment_138288" align="alignnone" width=""]i bucatini di maialino a new york[/caption]

Il più grande imprenditore della ristorazione newyorkese scommette ancora sulla sua passione per l'Italia e la cultura gastronomica italiana. Dopo Maialino e la pizzeria Marta, arrivano Caffè Marchio e Vini e fritti: bar all'italiana e tavola che celebra il rito dell'aperitivo. Aspettando Martina all'East Village. 

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Danny Meyer e l’Italia. L’imprenditore newyorkese che ama Roma

Che uno dei più grandi ristoratori americani di sempre ami tanto la Capitale, e la sua cucina, non è un dettaglio da poco. Non se consideriamo che una delle sue scommesse sulla piazza gastronomica newyorkese, Danny Meyer ha scelto di chiamarla Maialino (dal 2009 al Gramercy Park Hotel, ancora viva e vegeta), traendo spunto in tutto e per tutto dal modello della trattoria romana, dall’atmosfera rilassata al cibo nel piatto. Del resto, come Meyer ci ha raccontato tempo fa in occasione di una visita presso la residenza dell’ambasciatore americano a Roma, il colpo di fulmine per l’Italia e la sua cultura dell’ospitalità è scattato molti anni fa, quando appena ventenne lavorava come guida turistica per la compagnia di suo padre. Poi gli studi di politica internazionale, ancora a Roma, e diversi viaggi di “aggiornamento” in città. Oggi, a quasi 60 anni, l’imprenditore è a capo dell’Union Square Hospitality Group, impero della ristorazione che vanta un gran numero di insegne nella Grande Mela – a rafforzare la voce italian style, dopo Maialino è arrivata anche la pizzeria Marta – da quell’Union Square Cafè fondato nel 1985 (dalla fine del 2016 nella suanuova sede) alla catena di “fine casual food”, come la definisce lui, più popolare in città, Shake Shack, nata nel 2001 all’interno di Madison Square Park. La passione per Roma, però, non l’ha mai persa. Come la voglia di lanciarsi in sfide sempre nuove, anche ora che il suo curriculum potrebbe infondergli un senso di profondo appagamento.

 

La “piazza” romana tra i grattacieli di New York

E con la prossima impresa raddoppia la posta in gioco: caffetteria da un lato, fritti alla romana, bollicine e aperitivi dall’altro. Il primo progetto, Caffè Marchio, aprirà al pubblico già alla metà di agosto, la seconda insegna, Vini e Fritti, sarà operativa dal mese di settembre, come riferisce il New York Times. Entrambi nascono come costole della pizzeria Marta, al piano strada di quello che oggi si chiama The Redbury New York e tre anni fa, quando la pizzeria ha aperto battenti, era il Martha Washington Hotel, distretto di Flatiron. L’idea di Meyer, insomma, è quella di ricreare una “piazza” gastronomica che dalla convivialità italiana prenda spunto per presentare cibo semplice, di qualità, all’uso romano, come la pizza proposta da Marta, bassa e croccante. A supervisionare l’offerta lo chef Joe Tarasco, già alla guida della pizzeria, che sarà collegata ai nuovi spazi da un lungo corridoio che attraversa l’hotel. Da Caffè Marchio si potrà consumare un caffè al banco (dalla torrefazione Joe Coffee, tra gli investimenti recenti dell’USHG), solo un’opzione, senza troppi fronzoli: un blend di robusta dal gusto profondo. Ma pure in versione shakerata, con ghiaccio, granita. Cornetti, lieviti e dolci saranno a cura di Jessica Weiss, pastry chef di Maialino e Marta, mentre per il salato si sceglierà tra una selezione di panini.

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Ma l’anima più godereccia della piazza sarà il wine bar Vini e Fritti, che celebrerà il rito dell’aperitivo con zucchine pastellate, fiori di zucca alla romana, fritto misto, frutti di mare, vino e bollicine, da consumare su sgabelli alti o al bancone del bar, solo 15 posti in tutto.

Con un altro coniglio nel cilindro per i newyorkesi che amano il made in Italy: la pizzeria satellite Martina, guidata da Nick Anderer, che aprirà tra qualche settimana all’East Village per servire pizza (alla romana, come si intuisce dalla colorita grafica che anticipa l’arrivo del sito web), polpette, crocchette di patate, gelato e vino. Qualcuno a New York già parla di un’alternativa in stile Danny Meyer al made in Italy di Eataly. Di sicuro lui si diverte molto. Sarà il segreto del suo successo?

 

a cura di Livia Montagnoli

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