Chiamato alla sfida del bianco e nero, Simone Cipriani allestisce una cena divertente ed erotica, ma i sfacciata, com'è la personalità di Valentina, che la penna di Guido Crepax ha portato nel mito del fumetto. Iniziativa insolita da Essenziale: il racconto della serata. 

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Dal fumetto alla cucina d’autore

Cosa colpisce di Valentina, il personaggio dei fumetti inventato da Guido Crepax? La bellezza, d’accordo, il rappresentare una donna indipendente e autonoma, la sua sensualità e poi? L’assenza del colore, il bianco e nero così ben dosato che affascina. Chiaro, esistono anche le tavole a colori, ma lei rimane nell’immaginario collettivo quale creatura irreale e ideale vista quasi attraverso un obiettivo fotografico d’antan. Nel momento in cui si voglia fare una cena in suo onore la sfida è di quelle interessanti. La proposta è stata fatta a Simone Cipriani, chef del ristorante Essenziale di Firenze, che l’ha accettata, una sorta di scommessa sulla quale puntare: preparare un pasto completo in bianco nero, colori assolutamente non facili da ricreare nei piatti, ma grazie ad abilità, tecnica e tanta fantasia è stato possibile realizzare.

L’idea è venuta a Marta Tiezzi, giornalista, curatrice di eventi, dopo che aveva parlato con Caterina Crepax, la figlia del fumettista,  che le ha raccontato come suo padre non ha mai messo Valentina in cucina, non l’ha mai atteggiata ad angelo dei fornelli e la curiosità di cosa poteva succedere in quella situazione era, per lei e i suoi fratelli,  indubbiamente alta. Per l’occasione Elena Triolo, fumettista fiorentina del blog Carote e Cannella, è stata incaricata di illustrare un libretto, presentato durante la serata, dal titolo Valentina va in città. Le donne della storia di Firenze, un progetto a favore dell’associazione ARTEMISIA.

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Valentina a tavola. Il menu di Simone Cipriani

La cena ha luogo al ristorante: al tavolo la figura di Valentina copre tutta la superficie; alle pareti le stampe più significative di alcune tavole e poi il menu, con uno scritto di Simone che tra l’altro recita “…Ho cercato di entrare a far parte delle storie, immaginando cosa avrei potuto cucinarle, sia nella fase onirica, dove viene fuori la sua sensualità, sia nella fase cosciente, dove Valentina è una persona comune, col suo lavoro e le sue abitudini…”. Il risultato è una partenza nella quale il piatto si lecca, con una striscia di Crema al limone e caviale di aringa,poggiato sopra, gioco gaudente per poi apprezzare il Lardo di seppia, dove il mollusco preso con le mani si intinge in una salsa a base di olio, nero di seppia, lime, olio e pane. E la Cozzasuccessiva è un fiore di zucca, nero, bollente, fritto dopo essere stato riempito di pecorino e cozze, appunto. Il Risotto al buio  è letteralmente gettato sul piatto,  nero grazie al carbone vegetale, dove il croccante delle nocciole fa da sponda ai funghi. Quasi un gianduiotto il Baccalà cacio e pepe, a base di parmigiano, quindi Pollo e caviale: il petto unito all’indivia croccante, poi in disparte il caviale e l’aringa, presentazione minimalista ma efficace. L’ultima portata si inizia a mangiarla bendati: Profumoè il titolo, e prima conquista l’olfatto. Poi anche gli occhi, quando indugiano sul gelato all’olio extravergine e sulla meringa.

Divertimento ed erotismo mai sfacciato, eleganza che la fa da padrona, come d’altronde doveva essere in una cena dedicata alla classe fatta fumetto: Valentina.

a cura di Leonardo Romanelli

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Foto di Giovanni Rasoti