Pannelli di metallo, vetrate e cancellate in acciaio corten: l'artista Valerio Berruti firma la prima personale per le Aziende Vitivinicole Ceretto. Ecco il percorso dell'azienda negli anni, fino all'attuale progetto inaugurato con l'artista albese.
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Hanno cominciato negli Anni Ottanta, vestendo di un’elegante etichetta d’autore il loro leggendario Blangé, Langhe Arneis vinificato in purezza che rappresenta da solo il 12% delle bottiglie di questa varietà prodotte in Piemonte. Dai tempi di quella storica collaborazione con il designer Silvio Coppola ad oggi il rapporto con l’arte è stato alimentato ed è cresciuto, fino a fare dei Ceretto, storici vignaioli delle Langhe, moderni ed entusiasti mecenati; attenti e curiosi indagatori della scena contemporanea.
Centosessanta ettari di vigneti divisi tra Bassa Langa e Roero, un fatturato che si aggira attorno ai quindici milioni di euro l’anno; l’attività considerata, in origine, pioneristica nel campo di un export che oggi vede partire per l’estero circa il 40% della produzione: Ceretto è un simbolo di questa parte di territorio. Al segno impresso nel campo imprenditoriale si aggiunge quello lasciato sul paesaggio: non solo in forma di puri e semplici filari, ma di interventi che hanno saputo – e sanno tutt’ora – legare la collina ai grandi protagonisti dell’arte. Hanno chiesto un pagamento in natura, ottenendo il vitalizio reversibile di una bottiglia di Barolo CRU alla settimana Sol LeWitt e David Tramlett, protagonisti nei primi Anni Zero del restauro della piccola cappella nel vigneto delle Brunate, diventata attrazione di livello internazionale; ospiti per periodi di felice residenza creativa sono stati nel corso degli anni i vari Anselm Kiefer e Kiki Smith, Robert Indiana e Francesco Clemente. Oggi è un albese doc a proseguire il discorso: Valerio Berruti firma la prima delle personali che, da quest’anno e con cadenza biennale, l’azienda ospita nei propri possedimenti di Castiglione Falletto. Quattro i pannelli in metallo realizzati ad hoc, stele poste tra i filari a segnare idealmente i punti cardinali; otto quelli allestiti nel “Cubo”, eccentrica sala espositiva completamente vetrata che domina i declivi pettinati a barolo. Nella cantina di affinamento trovano posto i bozzetti e i disegni che hanno portato alla creazione del recente “Ovunque proteggimi”, il progetto di cancellate in acciaio corten che Berruti ha consegnato ai Ceretto nello scorso autunno.