Ribaltato lo scenario di settembre. L'Italia dovrebbe produrre 51,5 milioni di ettolitri di vino nel 2016 e consolidare il primato mondiale in volume. Sarà una delle annate più abbondanti dal 2005. 

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Annata 2016. Produzione in aumento

Cambia il quadro delle previsioni vendemmiali per il 2016. Le nuove stime di Assoenologi danno una produzione di vino italiana in aumento, rispetto al dato del settembre scorso che faceva segnare un calo. Dal -1% si passa infatti al +1,5% sullo scorso anno, per un totale di 51,5 milioni di ettolitri di vino, una delle annate più abbondanti registrate dal 2005. Stima che consentirebbe al nostro Paese di consolidare ulteriormente la posizione di leader mondiale per quantitativi prodotti su Francia e Spagna, grazie a una raccolta di uve nel 2016 compresa fra i 68 e i 72 milioni di quintali.

La Sicilia è la regione che ha contribuito maggiormente a determinare la nuova stima, visto che dall’aggiornamento del dato Istat, risulta che l’isola nel 2015 ha prodotto non più 5 mln/hl di vino ma 6,2 mln/hl. Per Assoenologi, la nuova stima siciliana viene corretta da -20% a -7%, ovvero 5,8 milioni di ettolitri. Anche per altre importanti regioni produttrici il dato è stato rialzato: Veneto dal -5% di settembre al +7%, destinato ad andare oltre il tetto dei dieci milioni di ettolitri; Piemonte da stabile a +3%, a 2,54 mln/hl; Marche da -5% a stabile. In rialzo anche i quantitativi di vino per Puglia (da +10% a +12%, a 8,8 mln/hl) e Abruzzo (dal +10% al +12% a 3,3 mln/hl). Riviste al ribasso le previsioni per Lombardia e Trentino Alto Adige, ma anche per Emilia Romagna (anche se questa resta positiva con +3%); cambia da +5% a -5% la percentuale del Friuli Venezia Giulia (vedi tabella).

E la qualità? La mappa regionale

Sul fronte qualitativo, si stima nel complesso una “buona annata, con picchi di eccellenza nelle zone meno colpite dal maltempo e laddove la vite è stata soccorsa nel migliore dei modi“. I cambiamenti climatici che si verificano sempre più spesso creano delle trasversalità meteorologiche di tipo tropicale, che possono determinare importanti differenze quantitative anche in zone molto ristrette e di conseguenza anche delle problematiche produttive. Nel periodo vendemmiale, come spiega l’Assoenologi, l’Italia è risultata spaccata in due. La ridotta piovosità e la buona escursione termica che hanno caratterizzato il mese di settembre al Centro-Nord e sulle due isole maggiori hanno favorito il regolare svolgimento delle operazioni di raccolta. Non è accaduto altrettanto nel Meridione che ha goduto di una piovosità abbondante e in molti casi sensibilmente superiore alla norma.

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Piemonte: Moscato e Brachetto hanno presentato aromi difformi, gradi sopra la media; a Gavi, buono l’equilibrio acido; maturazione eccezionale per Barbera d’Asti e Nizza; Barbaresco e Barolo evidenziano grandi profumi e tannini morbidi.

Lombardia:annata generalmente superiore alla medi sul fronte qualitativo. Grande annata per i rossi. Produzione in calo in Oltrepò Pavese così come in Franciacorta. Meteo inclemente per le Doc Valcalepio, che ha recuperato a ottobre, e moscato di Scanzo (poche cantine riusciranno ad appassire le uve). Sul Garda, qualità interessante per il Lugana.

Trentino Alto Adige: quantità in calo ma uve perfetamente sane. In Trentino i primi riscontri in cantina danno complessità e freschezza per Pinot grigio, Chardonay e Pinot nero, ma anche per Müller Thurgau. In Alto Adige, ottima la qualità di Pinot bianco, Sauvignon e Gewürztraminer

Veneto: il 2016 sarà un’annata da ricordare. Prosecco equilibrato e Pinot grigio di buona qualità. Ottima, invece, per Merlot e Cabernet. In provincia di Verona l’amarone risulta migliore del 2015; bene anche Soave, Pinot grigio e Charonnay.

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Friuli Venezia Giulia: alcol sostenuto, buon corredo acido e complesso quadro aromatico caratterizzano i vini di questa regione, dalle uve Glera per il Prosecco alla Ribolla gialla, con un’ottima qualità anche per le varietà rosse.

Emilia Romagna: in Romagna ottima annata per il Pignoletto (da uve Grechetto gentile), buone le note aromatiche e l’acidità; uve perfettamente sane con ottimi livelli di ph per il Trebbiano. Ottima la qualità del Sangiovese. In Emilia, i vari lambruschi hanno presentato un quadro sanitario ottimo, soprattutto Salamino, Sorbara e Grasparossa. Nel Piacentino, le malvasie presentano aromi e acidità importanti, così come la Bonarda.

Toscana: qualità a macchia di leopardo e lavoro straordinario per gestire il vigneto e consentire alle uve di maturare al meglio. Per le principali Doc e Docg, dal Chianti al Chianti Classico, dal Carmignano al Nobile e al Brunello di Montalcino la qualità è definita molto interessante: attesa un’annata equilibrata ed elegante, con vini longevi.

Marche: Verdicchio, Pecorino e Passerina sono molto equilibrati, ricchi in aromi primari e freshi. Per i rossi, buona acidità e tenori elevati di antociani e polifenoli.

Lazio-Umbria: c’è grande differenza tra vini bianchi e rossi da varietà precoci, che sono profumati, strutturati e bilanciati, e quelli raccolti tardivamente che sono meno espressivi a causa delle piogge di settembre e ottobre.

Abruzzo: Grappoli sani, più pesanti, e annata nel complesso di buon livello per Pecorino, Trebbiano, Montepulciano, con diverse punte di ottimo.

Campania: un’estate piovosa ha indotto i produttori a lavorare per scegliere i grappoli in vigna e ottenere buoni risultati. Per i bianchi, la cui raccolta è terminata a ottobre, i riscontri danno vini snelli, freschi e con elevate acitità. Raccolta più difficile per i rossi: meno concentrato l’Aglianico, con acidità più alte ma buone espressioni olfattive.

Puglia: i vini risultano di buona qualità, equilibrati e ben strutturati da Chardonnay a Sauvignon, dal Bombino bianco a Trebbiano e Malvasia. Le piogge di metà settembre hanno provocato danni alle uve, dal Negroamaro del Salento al Primitivo, ma non rilevanti.

Sicilia: nel complesso risulta buona la sanità delle uve (Nero d’Avola, Grillo, Catarratto, Insolia, Nerello Mascalese) e i primi dati analitici evidenziano vini con qualità interessante, diverse punte di ottimo e alcune di eccellente. Difficoltà a Pantelleria per la siccità.

Sardegna: scongiurato a settembre l’effetto della siccità, la gradazione delle principali uve isolane (Cannonau, Vermentino e Carignano) è nella media inferiore di un grado rispetto al 2015. Sarà un’annata in linea con il 2015.

 

a cura di Gianluca Atzeni

 

                 Fonte Associazione Enologi Enotecnici Italiani

                * medie produttive arrotondate e ipotizzate per ogni regione

                ** Valle d’Aosta, Liguria, Molise, Basilicata, Calabria