Lontano dai sentieri della moderna perfezione, Umberto Cosmo attraversa lo Stivale per ritrovare gli amici-produttori. Un invito a tornare alla semplicità e al piacere dell’attesa.
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Umberto Cosmo on the road

Cieli aperti, asfalto sotto le ruote, mappa alla mano (alla vecchia maniera), borsone di cuoio e … “Via col Vino”. È questo il titolo del mini-film reportage nato da un’idea di Umberto Cosmo (azienda Bellenda di Vittorio Veneto) che ha voluto liberarsi per qualche giorno del concetto di mercato e fare un viaggio on the road alla ricerca dell’anima del vino. “È tanto che non parto” si legge nei primi fotogrammi del cortometraggio, mentre monta sulla sua sidecar “Sembrerà paradossale per uno che negli ultimi sei mesi ha già fatto almeno due giri del mondo, raccontando i propri vini ad appassionati e clienti. Ma è tanto che non parto per me, per capire cosa sta succedendo in questo mondo del vino”. E partire significa incontrare altri amici-produttori, sedersi ai bordi di un vigneto e parlare con loro per scambiarsi idee, consigli, ma soprattutto urgenze: tutti quegli argomenti che non trovano spazio lì dove si sono imposte altre urgenze e altri mood comunicazionali che servono a vendere il vino, più che a farlo. Parlare con altri produttori significa riacquistare un vocabolario semplice, riappropriarsi di una dimensione dove la bontà del vino si vede alla prova del bicchiere e non a quella dello scaffale, come ricorda Alessia Antinori di Fattoria di Fiorano a Roma: “Nelle degustazioni io spiego il vino, i parametri per produrlo, le sue caratteristiche, ma alla fine guardo il bicchiere: se è rimasto pieno o se è vuoto. Insomma se è piaciuto o no”.

L’Italia del vino in 20 minuti

Quello di Cosmo è un viaggio da Padova al Lazio, attraversando i vigneti di mezza Italia, nel tempo breve di 20 minuti. Almeno sul video. Il tempo che non si vede, ma che si intuisce in tutta la sua estensione, è quello molto più lento che scorre al di fuori della pellicola: in un incontro, per esempio, o nell’attesa del vino stesso. “Si dice che ogni uomo può fare qualcosa come 35 vendemmie”, dice il produttore Giordano Emo della Montecchia: “E quindi fare vino è un modo per rendesi conto di avere un tempo. Ogni vendemmia ti ricorda un periodo della tua vita e ogni bottiglia rappresenta un ricordo da poter assaggiare al momento giusto”. E poi c’è il tempo dell’attesa, come ricorda Chiara Barioffi di Fattoria Le Casalte: “Io ero quella del tutto subito, ma il vino mi ha insegnato il valore del tempo. Adesso so aspettare. E so che quel vino che vorrei vedere uscire subito, darà il suo meglio dopo un po’di tempo, allora mi metto lì buona e me lo accarezzo”. Ed è forse questo il senso più profondo di produrre vino: “Se il senso del viaggio è il viaggio stesso, quello di fare vino è fare vino, appunto” ribadisce Riccardo Tedeschi dell’azienda Tedeschi “insieme a tutto ciò che c’è dietro, come interpretare le stagioni, capire la terra”. Sempre diverse, sempre in movimento. Tante variabili che rendono ancora più stimolante il viaggio. Un viaggio che è anche un invito a dimenticare la parola perfezione, perché probabilmente il vino perfetto non esiste. “E se esistesse” concordano gli stessi produttori “molto probabilmente, sarebbe noioso”.

Con Umberto Cosmo, Giordano Emo Capodiliosta, Riccardo Tedeschi, Ferdinando Principiano, Massimo Piccin, Chiara Barioffi, Alessia Antinori, Paolo Trimani
regia di Francesco Orini

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Filming Location
Az. Agr. Bellenda, Vittorio Veneto (Tv)
Az. Agr. La Montecchia, Selvazzano Dentro (Pd)
Az. Agr.Tedeschi, San Pietro in Cariano (Vr)
Az. Agr. Principiano, Monforte d’Alba (Cn)
Podere Sapaio, Castagneto Carducci (Livornbo)
Fattoria Le Casalte, Montepulciano (Si)
Fattoria di Fiorano, Roma
Enoteca Trimani, Roma

a cura di Loredana Sottile