Il vino come possibile motore di un disegno strategico per l'agroalimentare italiano, quella che si aprirà i primi di aprile a Verona sarà un'edizione particolare del Vinitaly e sarà tutta orientata sui temi di Expo 2015.
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La presentazione ufficiale a Roma di Vinitaly, edizione numero 48, inizia con uno sguardo rivolto al futuro da parte del presidente di Verona Fiere, Ettore Riello, che di fronte al ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, intervenuto alla conferenza, rinnova la disponibilità di Veronafiere per l’esposizione di Milano. “È una fiera anomala, nel senso che non è di pochi giorni ma di ben sei mesi. Per questo motivo, il nostro sistema fieristico è pronto a mettere a disposizione esperienza, strutture e tecnologie. Da tempo abbiamo avanzato un progetto sul mondo del vino e attendiamo che venga approfondito nel dettaglio“. Dal canto suo, il ministro Martina annuncia che sull’evento di Milano si stanno perfezionando i programmi, con il Mipaaf pronto a mettere in chiaro gli strumenti per lavorare su Expo (la cui mascotte, notizia di ieri, si chiamerà ‘Foody’). E rivolgendosi ai vertici di Vinitaly evidenzia il ruolo del vino come possibile motore di un disegno strategico per l’agroalimentare italiano: “Emerge la centralità assoluta del lavoro che possiamo fare insieme e di quello che avete fatto voi. C’è un lavoro quotidiano che si può sviluppare ed è ora di lavorare a un progetto, di consolidare partnership, relazioni e idee che abbiamo seminato“. Insomma, Martina garantisce a Vinitaly un ruolo in Expo: “Sono sicuro che sarete protagonisti“. E sull’export italiano, aggiunge: “Cinque miliardi di euro sono un bel fatto, però non possiamo accontentarci, perché sappiamo che possiamo fare molto di più“. E al mercato estero guarderà proprio Vinitaly, che punta a superare quota 150 mila visitatori e favorire l’internazionalizzazione. “Saremmo più contenti” ha sottolineato il dg Giovanni Mantovani se il Pil nazionale crescesse come il vino, che nel 2001 ha registrato un +5,5% rispetto al +1,9% del Pil, e nel 2012 un +6,5% contro il -2,5% del Pil. Tuttavia, guardando questi dati, di cui siamo orgogliosi, possiamo dire di aver dato il nostro contributo al vino italiano“.

A cura di Gainluca Atzeni

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