Guida Ristoranti d’Italia 1992 del Gambero Rosso. Premiati, aneddoti, valutazioni

Correva l’anno 1992. Seconda edizione della guida “Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso”.
Curatori: Francesco Arrigoni, Stefano Bonilli e Daniele Cernilli, un terzetto che non si ripeterà più negli anni a venire, con Bonilli sempre più assorbito dalla gestione generale del Gambero Rosso e Cernilli dirottato esclusivamente sul settore vino.

 

Le novità

Fatto tesoro dei pregi e difetti della prima edizione, che raccoglieva le segnalazioni di 966 locali, il team di critici torna sul campo per fotografare in maniera sempre più capillare lo stato della ristorazione italiana, facendo attenzione a mantenere le giuste distanze dai ristoratori realizzando un turnover pressoché totale delle visite nelle diverse zone d’Italia, e passando a 1064 locali recensiti.

I contenuti

La guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso 1992 fotografa un paese il cui “cuore gastronomico batte sempre di più in provincia”. In effetti le Tre Forchette, come la maggior parte dei ristoranti top d’Italia, sorgono in piccole località, fatta eccezione per due nomi che resteranno nella storia della cucina italiana, Gualtiero Marchesi a Milano e l’Enoteca Pinchiorri a Firenze. È un quadro che mette in evidenza non solo la capacità della provincia di creare modelli di ristorazione di successo, ma anche la caratteristica ancora oggi di molte realtà gastronomiche del nostro paese: “dietro i migliori esponenti della ristorazione italiana quasi sempre c’è una famiglia molto unita, nella quale ciascun componente ha un ruolo funzionale rispetto al locale”.

I metodi di valutazione

Il sistema di valutazione si esprime in centesimi ed è suddiviso in quattro voci fondamentali: cucina (60 punti), cantina (20 punti), servizio (10 punti), ambiente (10 punti). In alcuni casi si aggiunge un bonus, sorta di indice di piacevolezza, da 1 a 5 punti.

I premi

Sono quattro le new entry fra le Tre Forchette: Da Guido a Costigliole d’Asti, il San Domenico di Imola, La Tenda Rossa di San Casciano in Val di Pesa e infine “un unicum irripetibile”, dove nascono “piatti fra i più originali e sorprendenti che sia possibile assaggiare in Italia”, Vissani a Baschi. A questi si aggiungono i già citati Gualtiero Marchesi ed Enoteca Pinchiorri, quindi il Gambero Rosso di San Vincenzo, Don Alfonso 1890 a Sant’Agata sui Due Golfi, Dal Pescatore a Canneto sull’Oglio, Al Sorriso a Soriso, Il Trigabolo di Argenta e La Frasca a Castrocaro.

N.B. Non perdete > la storia della guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso anno per anno. Ogni giorno, fino all’uscita della nuova edizione (28 ottobre), una nuova “puntata”.

 

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