Guida Ristoranti d’Italia 1993 del Gambero Rosso. Premiati, aneddoti, valutazioni

La guida “Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso” spegne la terza candelina. A curare questa edizione sono Francesco Arrigoni e Laura Mantovano.

 

Le novità

L’edizione 1993, che raccoglie oltre mille segnalazioni, punta con decisione a un elemento particolare di valutazione, il rapporto qualità/prezzo. Lo fa con una grafica sempre più decisa in questo senso e con l’indicazione dei 55 locali più convenienti d’Italia, una scommessa ardita, ma decisamente al passo coi tempi.

Gli aneddoti

La provincia ancora una volta sembra essere la grande protagonista della ristorazione di qualità, anche quando si punta l’attenzione sul giusto prezzo: “è da lì che vengono, sia a livello di proposte culinarie che di gestione, gli esperimenti più interessanti. La valorizzazione del territorio e delle sue risorse è destinata ad essere la carta vincente”. Il particolare interesse nei confronti dei locali dal prezzo medio si rifletta anche nei premi: in effetti le Tre Forchette vengono simbolicamente assegnate anche a due “incredibili trattorie”, Ciccarelli a Verona e Patscheiderhof a Renon, rispettivamente 35 e 25mila lire di conto per una straordinaria cucina tradizionale.

I metodi di valutazione

Il sistema di valutazione si esprime in centesimi ed è suddiviso in quattro voci fondamentali: cucina (60 punti), cantina (20 punti), servizio (10 punti), ambiente (10 punti). In alcuni casi si aggiunge un bonus, sorta di indice di piacevolezza, da 1 a 5 punti.

I premi

Il parco delle Tre Forchette si amplia ulteriormente rispetto al 1992: entrano nel novero dei ristoranti top d’Italia altri 5 locali. Oltre ai già citati Ciccarelli e Patscheiderhof, anche l’Antica Osteria del Ponte a Cassinetta di Lugagnano, il Gambero a Calvisano e Pierino Penati a Viganò Brianza. Confermato il massimo riconoscimento a: Gualtiero Marchesi (Milano), Gambero Rosso (San Vincenzo), Il Trigabolo (Argenta), Da Guido (Costigliole d’Asti), San Domenico (Imola), Al Sorriso (Soriso), Dal Pescatore (Canneto sull’Oglio), Don Alfonso 1890 (Sant’Agata sui Due Golfi), Enoteca Pinchiorri (Firenze), La Tenda Rossa (Cerbaia). Eppure c’è anche chi perde le Tre Forchette, come La Frasca di Castrocaro, ma soprattutto come Vissani, che non ottiene il riconoscimento pur avendo il punteggio di cucina più alto d’Italia (57), perché “se lo sguardo si alza dal piatto, tutto diventa opinabile”.

 

N.B. Non perdete > la storia della guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso anno per anno. Ogni giorno, fino all’uscita della nuova edizione (28 ottobre), una nuova “puntata”.

 

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