Guida Ristoranti d’Italia 1995 del Gambero Rosso. Premiati, aneddoti, valutazioni

I curatori Francesco Arrigoni e Laura Mantovano nel 1995 presentano una guida sempre più ampia e articolata, che si rinnova nella grafica e segnala 2500 locali (più del doppio dell’anno precedente!).

Le novità

L’obiettivo della quinta edizione? Quello di essere per il lettore uno strumento utile per muoversi sul territorio, non solo un prezioso vademecum dedicato agli appassionati di cucina. Nasce così la prima guida firmata Gambero Rosso – DeAgostini, che presenta le carte topografiche delle principali città (ben 271) e una grande carta stradale d’Italia. La “joint venture” con la casa editrice novarese permette anche di colmare le lacune geografiche degli anni precedenti, andando a mappare in maniera più puntuale tutto il territorio nazionale. Fra le altre novità della guida c’è anche una maggior distinzione fra le diverse tipologie di locali: ristoranti, trattorie, pizzerie e wine bar. Fra questi solo i ristoranti hanno una valutazione in centesimi.

Gli aneddoti

L’Italia gastronomica appena uscita dalla crisi appare vivace, con la “voglia di tornare a divertire e divertirsi, di gettare nel dimenticatoio formalismi fini a sé stessi”. Emergono sempre di più i ristoranti che pongono al centro dell’attenzione la piacevolezza complessiva dell’esperienza, sempre nell’ottica di un corretto rapporto qualità/prezzo.

I metodi di valutazione

Il sistema di valutazione si esprime in centesimi ed è suddiviso in quattro voci fondamentali: cucina (60 punti), cantina (20 punti), servizio (10 punti), ambiente (10 punti). In alcuni casi si aggiunge un bonus, sorta di indice di piacevolezza, da 1 a 5 punti.

I premi

Sono 13 quest’anno Le Tre Forchette, ossia i migliori ristoranti del paese, ed è la provincia la grande protagonista. Nessuno dei premiati, infatti, si trova in città capoluogo. Trionfano Il Gambero di Calvisano, Dal Pescatore a Canneto sull’Oglio, il Symposium Quattro Stagioni a Cartoceto, l’Antica Osteria del Ponte a Cassinetta di Lugagnano, La Tenda Rossa a Cerbaia, Guido a Costigliole d’Asti, l’Albereta a Erbusco (Gualtiero Marchesi ha appena trasferito il suo ristorante dal cuore di Milano alla Franciacorta), il San Domenico di Imola, l’Ambasciata a Quistello, il Gambero Rosso a San Vincenzo, Don Alfonso 1890 a Sant’Agata sui Due Golfi, Al Sorriso a Soriso e Pierino Penati a Viganò Brianza. Perdono le Tre Forchette il Trigabolo di Argenta e l’Enoteca Pinchiorri di Firenze.

 

N.B. Non perdete > la storia della guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso anno per anno. Ogni giorno, fino all’uscita della nuova edizione (28 ottobre), una nuova “puntata”.

 

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