Guida Ristoranti d’Italia 1996 del Gambero Rosso. Premiati, aneddoti, valutazioni

È il 1996, la sesta edizione della guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso si presenta con un avvicendamento dei curatori, che quest’anno sono Giancarlo Perrotta – che sostituisce Arrigoni – e Laura Mantovano.

Le novità

La struttura e l’impostazione grafica della guida, per la seconda volta realizzata in collaborazione con De Agostini, restano sostanzialmente quelle dell’anno precedente. I grandi cambiamenti invece coinvolgono i premiati e le classifiche. C’è un bel terremoto, infatti, nel novero delle Tre Forchette, cui si affianca una nuova categoria in evidenza, quella dei ristoranti emergenti, ovvero quelli che si immagina saranno i premiati di domani.

I numeri

2083 ristoranti, trattorie pizzerie e wine bar. 1304 località. 284 piante di città. 104 oscar qualità/prezzo. Una carta d’Italia. Sono questi i numeri dell’edizione 1996, una guida che punta ancora l’attenzione in primis sui locali dal miglior rapporto qualità/prezzo, più che sulle eccellenze – le Tre Forchette – della ristorazione italiana. Una guida che mira a far diventare protagonista anche il lettore, con l’inserimento di una cartolina per segnalare cambiamenti, omissioni o eventuali errori.

I metodi di valutazione

Il sistema di valutazione si esprime in centesimi ed è suddiviso in quattro voci fondamentali: cucina (60 punti), cantina (20 punti), servizio (10 punti), ambiente (10 punti). In alcuni casi si aggiunge un bonus, sorta di indice di piacevolezza, da 1 a 5 punti.

I premi

Sono 11 quest’anno Le Tre Forchette, molti i cambiamenti importanti, a partire dalla retrocessione a Due Forchette dell’Albereta di Gualtiero Marchesi. Il “Maestro” tuttavia non è l’unico a scendere in classifica: stesso destino anche per l’Ambasciata, il San Domenico e Pierino Penati. Raggiungono invece per la prima la vetta la Siriola di San Cassiano, Paolo Teverini a Bagno di Romagna e il Bersagliere a Goito. Confermate le Tre Forchette all’Antica Osteria del Ponte di Cassinetta di Lugagnano, al Symposium di Cartoceto, a Guido a Costigliole d’Asti, al Gambero Rosso di San Vincenzo, al Gambero di Calvisano, al ristorante Dal Pescatore a Canneto sull’Oglio, alla Tenda Rossa di San Casciano in Val di Pesa e al Don Alfonso 1890 di Sant’Agata sui Due Golfi.

 

N.B. Non perdete > la storia della guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso anno per anno. Ogni giorno, fino all’uscita della nuova edizione (28 ottobre), una nuova “puntata”.

 

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