Guida Ristoranti d’Italia 2004 del Gambero Rosso. Premiati, aneddoti, valutazioni

Il 2004 è un altro anno di grandi novità! La 14a edizione – curata da Stefano Bonilli e Giancarlo Perrotta – segna un momento importante, vuoi per la comparsa di quattro nuovi premiati che diventeranno le certezze della grande cucina italiana degli anni successivi, vuoi per una rinnovata e sempre più importante attenzione nei confronti delle trattorie.

Le novità

Sulla guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso 2004 appare per la prima volta un nuovo simbolo, il Gambero, riservato a trattorie e wine bar, fino ad allora mai votati. La scala di valori è la consueta, da uno a tre a seconda del grado di eccellenza. Un segnale che ci fa comprendere come, accanto a grandi innovatori della cucina italiana, si stia sviluppando anche una cucina di tradizione sempre più attenta alla qualità.

Gli aneddoti

La guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso 2004 premia per la prima volta quattro nomi che non dimenticheremo più nei decenni successivi: Massimiliano Alajmo delle Calandre di Rubano, Norbert Niederkofler del St. Hubertus dell’Hotel Rosa Alpina di San Cassiano, Antonino Cannavacciuolo del Villa Crespi di Orta San Giulio e infine Gennaro Esposito della Torre del Saracino di Vico Equense.

I metodi di valutazione

I ristoranti sono contraddistinti da un punteggio espresso in centesimi, suddiviso in quattro voci: cucina (60 punti), cantina (20 punti), servizio (10 punti), ambiente (10 punti). In alcuni casi si aggiunge un bonus, sorta di indice di piacevolezza, da 1 a 5 punti. Le migliori trattorie e wine bar sono contraddistinti da uno, due o tre Gamberi. Locali etnici e pizzerie sono segnalati senza punteggio.

I premi

Ai vertici della classifica delle Tre Forchette 2004 si ritrovano “due nomi unanimemente riconosciuti come la massima espressione della cucina italiana, più capace di dare emozioni vere”: Fulvio Pierangelini e Gianfranco Vissani. Dietro di loro, altre certezze come La Pergola dell’Hotel Hilton di Heinz Beck, l’Ambasciata dei fratelli Tamani, Dal Pescatore della famiglia Santini, il Don Alfonso 1890 degli Iaccarino, l’Antica Osteria del Teatro di Filippo Chiappini Dattilo, l’Enoteca Pinchiorri, Caino di Valeria Piccini e Maurizio Menichetti, la Siriola della famiglia Wieser, il Desco di Elia Rizzo, la Madonnina del Pescatore di Moreno Cedroni. E poi le già citate new entry.

I Tre Gamberi sono 12: Da Amerigo (Savigno), Antica Bettola da Marisa (Rive d’Arcano), L’Asino d’Oro (Orvieto), La Brinca (Ne), Caffè la Crepa (Isola Dovarese), La Caveja (Pietravairano), Kröne (Aldino), Locanda Mariella (Calestano), Osteria del Boccondivino (Bra), Osteria della Villetta (Palazzolo sull’Oglio), Taverna 58 (Pescara), U.P.E.P.I.D.D.E. (Ruvo di Puglia).

 

 

N.B. Non perdete > la storia della guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso anno per anno. Ogni giorno, fino all’uscita della nuova edizione (28 ottobre), una nuova “puntata”.

 

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