Il birrificio mutua il nome da un fantomatico personaggio della città che nel Novecento avrebbe vagato tra Belgio, Repubblica Ceca e Inghilterra imparando i segreti della produzione brassicola di tutti questi Paesi. La storia più concreta invece è quella di tre cugini, Sandro, Vito e Giuseppe Biundo, che nel 2016 decidono di aprire il loro birrificio producendo birre dal forte legame con il territorio.

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