Il successo di questo “birrificio indipendente” (come loro si definiscono) è tale, che alla fine dello scorso anno si è dotato di un nuovo impianto e di recente di terreni propri in quel della Val d’Astino per la coltivazione di luppolo, lamponi, more, zucche e erbe officinali, ingredienti necessari per le loro birre. Tutto è nato nel 2010 per produrre birre destinate al proprio consumo in due locali di proprietà. Sono naturali, ad alta fermentazione, non filtrate e non pastorizzate; gli ingredienti – manco a dirlo – sono di prim’ordine, dall’acqua in poi. Oggi le tipologie sono 23.

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