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Parchi Nazionali dell’Aspromonte e della Sila

I Greci lo chiamavano “Gran Bosco d’Italia”, ma oggi sappiamo che è addirittura il più esteso d’Europa. Situato nell’area centro-settentrionale della Calabria e contornato da vette che raggiungono i 2000 metri d’altitudine, l’Altopiano Silano custodisce al suo interno una miriade di specie botaniche, dagli abeti bianchi al pino nero di Calabria. «È qui, che sorge la nostra area protetta. Un polmone verde con un’estensione di 73.000 ettari, ricadenti nel territorio di 19 comuni delle province di Cosenza, Catanzaro e Crotone», spiega il Presidente del Parco Nazionale della Sila Francesco Curcio, «A dominare il paesaggio, il Massiccio della Sila, che si caratterizza per la presenza di torrenti, inframezzati da pascoli e terreni coltivati, e di tre grandi laghi artificiali (Cecita, Arvo e Ampollin)». Quanto alla fauna, tra gli alberi si muovono furtivi lupi, cinghiali, volpi, tassi, lontre, cervi, caprioli, gatti selvatici e, al calar della sera, creature notturne come il gufo reale, l’allocco e il barbagianni. «Fra gli animali più interessanti, gli scoiattoli neri, recentemente classificati come una nuova specie, distinta dal resto d’Italia e d’Europa». Fortunatamente, la riserva offre ai visitatori numerosi itinerari e sentieri che la rendono quasi del tutto percorribile a piedi, a cavallo e in bicicletta per circa 600 Km. Non mancano borghi d’arte e altri siti di interesse: «Come le riserve naturali bioenergetiche. Alle famiglie consiglio I Giganti della Sila di Fallistro, dove fanno bella mostra di sé 50 alberi di pino e 5 aceri che hanno superato il mezzo secolo d’età, e Golia-Corvo, zona di ambientamento dei cervi, in cui transitano 150 esemplari facilmente osservabili».
Più a Sud, svetta la “montagna bianca”. Coniato dai coloni greci, il termine fa riferimento al candore delle rocce calcaree sul versante meridionale del massiccio dell’Aspromonte, e non alla natura selvaggia che regala a queste zone l’allure tipica delle oasi incontaminate. «Il Parco Nazionale dell’Aspromonte si snoda lungo la cresta dell’Appennino e scende su due versanti, Ionico e Tirrenico: l’uno a picco, l’altro affacciato sul mare – spiega il Presidente Leo Auteliano – Fiore all’occhiello della riserva è il bergamotto, che cresce solo in una fascia ristretta della provincia di Reggio Calabria… Nel parco sono state censite oltre 7.000 varietà di piante. Stesso discorso per la fauna – ben rappresentata dal capriolo italico, l’ululone appenninico e il lanario, rapace gravemente minacciato». Infine, una curiosità: da qualche tempo l’Aspromonte è entrato a far parte della rete globale dei geoparchi UNESCO, «anche per l’importanza storico-culturale dell’area grecanica, dove si parla il greco antico, viene osservato il rito religioso ortodosso e l’architettura reca tracce visibili della dominazione bizantina; un piacere visitare i suoi paesi a un’altitudine di 2.000 metri da cui lo sguardo abbraccia tutto il territorio, fino a raggiungere la cresta dell’Aspromonte, le Serre catanzaresi e persino lo Stretto di Messina»

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Anno valutazione:
2021
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