Il trabucco, l’antica macchina da pesca, svolge ancora in parte il suo compito, ma sugli scogli. Quello che in origine era un bar oggi è ormai da anni una vera e propria trattoria, inaugurata da nonno Mimì e portata avanti dai nipoti Domenico e Vincenzo Ottaviano. Ci si siede nell’area salmastra ai vecchi tavoli in legno e si gustano crudi, cozze ripiene, lagane al ragù di cefalo del trabucco e il pescato del giorno alla griglia. Merita la sosta anche solo per un aperitivo. Prenotazione indispensabile; belle camere per sostare.

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Anno valutazione:
2021
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